Forza Italia

Cosenza, dopo le dimissioni clima incandescente

Dimissioni che hanno portato a galla le divisioni, mai sopite veramente, tra varie anime di Forza Italia in Calabria e che vanno anche al di là della vicenda Cosenza.

Jole Santelli

Jole Santelli

Si fa incandescente il clima a Cosenza all'indomani delle dimissioni di 17 consiglieri comunali - tra i quali il presidente dell'assemblea, il forzista Luca Morrone ed altri della maggioranza di centrodestra - che determinerà lo scioglimento dell'Ente guidato dall'azzurro Mario Occhiuto tre mesi prima della scadenza naturale. Dimissioni che hanno portato a galla le divisioni, mai sopite veramente, tra varie anime di Forza Italia in Calabria e che vanno anche al di là della vicenda Cosenza. Silvio Berlusconi ha cercato di stoppare sin da subito le polemiche facendo giungere la solidarietà sua e del partito ad Occhiuto ed alla coordinatrice regionale Jole Santelli. Quanto ciò servirà a placare gli animi tra gli azzurri, però, è tutto da vedere. Ma la vicenda ha avuto anche risvolti inquietanti, denunciati dal deputato e segretario regionale del Pd Ernesto Magorno: un video di pochi secondi che circola sui social e che ritrae i volti dei consiglieri dimissionari quali bersagli di misteriosi killer di cui si intravedono le pistole. Lo scontro interno a Forza Italia ha visto schierati al fianco di Occhiuto e della Santelli, la vice coordinatrice regionale Wanda Ferro ed i consiglieri regionali Domenico Tallini e Giuseppe Mangialavori - che hanno parlato di trasversalismo, di operazione squallida e spregiudicata - cui ha fatto da contraltare un altro consigliere regionale, Nazzareno Salerno, che ha chiesto le dimissioni della Santelli. Il responsabile nazionale organizzazione di Forza Italia Gregorio Fontana ha fatto giungere il sostegno di Berlusconi alla coordinatrice regionale ed al sindaco, annunciando al contempo la sospensione di Luca Morrone - che ieri aveva annunciato di essere uscito da Fi - e del padre, il consigliere regionale Ennio Morrone, accusato, di fatto, di essere la mente dell'operazione che ha portato alle dimissioni di alcuni consiglieri comunali azzurri. Ennio Morrone, infatti, è stato sospeso per "avere in reiterate occasioni e con comportamenti conseguenti, favorito, supportato indotto atti orientati alla destabilizzazione dell'amministrazione comunale di Cosenza". Ma lo scontro ha visto contrapposti anche Forza Italia ed il Pd. Jole Santelli ed il deputato Roberto Occhiuto - fratello del sindaco - hanno presentato un'interrogazione a Renzi, Alfano e Orlando denunciando "il tentativo da parte di esponenti del Pd di corrompere consiglieri di maggioranza al fine di ottenere da loro le dimissioni" e di un clima avvelenato da "notizie di stampa che annunciavano indagini, avvio di Commissioni d'inchiesta, il tutto condito da un sapiente miscuglio di pseudo fughe di notizie, millanterie e presunte soffiate", alcune delle quali "addirittura attribuite direttamente al ministro Orlando". Il Pd, di contro, ha annunciato un'interrogazione parlamentare parlando dello scioglimento come un'azione interruttiva di un progressivo e crescente processo di degrado e degenerazione morale". "L'illegalità è stata, di fatto, eletta a norma", è stato il commento del Pd che ha parlato di "un contesto torbido e di intrecci politico-affaristici che caratterizzano l'azione amministrativa di Palazzo dei Bruzi". Ad avvelenare ulteriormente un clima già teso, in serata è giunta la notizia del video sui social. "Una istigazione alla violenza inaudita" ha commentato Magorno sollecitando un immediato intervento delle forze dell'ordine.

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