Cosenza

Beppe Fiorello conquista il Rendano

L’attore ha interpretato Modugno. Ha dimostrato d’essere un artista a tutto tondo

Beppe Fiorello conquista il Rendano

Beppe Fiorello e Mimmo Modugno: l’autore di “Volare” è diventato, oramai, per l’attore siciliano, più che un modello artistico. “Penso che un sogno così..” in scena con successo nel week end di prosa del teatro Rendano, è la dimostrazione dell’identificazione con cui il fratello del noto showman Rosario Fiorello, si è accostato all’amatissimo “Mimì”. Sul palco, tra canzoni, arrangiamenti eseguiti alla chitarra da Daniele Bonaviri e Fabrizio Palma, racconti e monologhi, l’ attore siciliano- bravissimo- non interpreta Modugno, ma “è” Modugno. Ed il risultato è straordinario. Anche stavolta, infatti, lo storico teatro bruzio ha registrato il tutto esaurito. Sul palcoscenico de “L’Altro Teatro” (l’associazione artistica gestita da Enzo Noce, Giuseppe Citrigno e Gianluigi Fabiano col patrocinio dell’amministrazione comunale), ha omaggiato il grande Modugno con una drammaturgia scritta a quattro mani con Vittorio Moroni per la regia di Giampiero Solari. Lo spettacolo è stato dedicato anche al padre di Beppe, Nicola Fiorello, scomparso prematuramente a cinquantotto anni (l’interpretazione gli è valsa una candidatura alla V edizione del “Premio per le maschere del teatro italiano”). Una storia tutta intima e personale che ha coinvolto direttamente il pubblico. Un viaggio a ritroso nei sogni privati, inconfessabili, di un ragazzo del Sud che si costruisce “un mondo tutto suo” per potere continuare a volare nella propria terra. Uno show di parole e canzoni con musiche dal vivo eseguite con un ritmo incalzante (tra i brani apprezzati dalla platea cosentina "Meraviglioso", "Lu minaturi", "Vecchio frac", "La lontananza", "U pisci spada"). Un dialogo appassionato che ha portato in scena, insieme al talento dell’interprete, la mimica, il ballo, la completezza espressiva di Modugno, il fascino senza tempo del suo carisma. Fatti, storie e personaggi di un tempo passato felice: quello della Sicilia degli anni Cinquanta. A dare corpo alle parole con cui l’artista siciliano ha raccontato aneddoti e quotidianità della sua famiglia, sono state le scene di Patrizia Bocconi, le istallazioni video di Cristina Redini e il disegno luci di Alberto Negri, perfettamente coordinati dalla sensibilità di Solari. Un gioco di piani al momento giusto, di emozioni vissute, di legami che hanno travalicato i confini dell'autobiografia dell'attore coinvolgendo direttamente gli spettatori. Il poliedrico artista è tornato, così, a misurarsi nella prova più impegnativa, il teatro, dove, si sa, non può essere ammesso l’errore. Il pubblico del Rendano ha vissuto, ancora una volta, i sogni di un figlio del Sud che ha dato voce e volto all’indimenticato “Mister Volare”.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Gazzetta del Sud online

Caratteri rimanenti: 400

Le altre notizie

i più letti di oggi