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Cosenza

Omicidio Messinetti,
altri due arresti

27/06/2012

Salgono a quattro gli arresti per l'omicidio di Francesco Messinetti, morto il 3 aprile a Cosenza dopo essere stato picchiato il 29 marzo precedente in una lite per un parcheggio. La squadra mobile ha arrestato Mario Esposito, di 28 anni, e Francesco Ciancio (41) per omicidio preterintenzionale.

Omicidio Messinetti,
altri due arresti

A distanza di quasi tre mesi gli uomini della squadra mobile di Cosenza, coordinati dal sostituto procuratore del tribunale bruzio, Antonio Tridico, hanno fatto piena luce sulla morte del posteggiatore abusivo, Francesco Messinetti, deceduto all’ospedale dell’Annunziata il 3 aprile scorso in seguito alle ferite riportate dopo una violenta aggressione subita sotto casa per un posto auto. Nel pomeriggio gli agenti hanno arrestato Mario Esposito nato a Cosenza il 08.06.1984 e Francesco Ciancio, nato a Cosenza il 05.04.1971, per  concorso in omicidio. I due sono ritenuti responsabili del pestaggio insieme a  Maurizio Rango e Ottavio Carolei, finiti in carcere nelle scorse settimane. Francesco Messinetti, posteggiatore abusivo davanti un centro commerciale di Rende il 29 marzo scorso era stato pestato a sangue perché aveva “osato” parcheggiare la sua auto nello spazio riservato ad un noto personaggio del quartiere di Via degli Stadi. Ricoverato in ospedale, l’uomo è morto dopo qualche giorno. Scattate le indagini in seguito alla denuncia dei medici dell’ospedale che avevano accertato le ferite, si è giunti dopo una complessa attività investigativa anche per la forte omertà riscontrata nel quartiere, a ricostruire tutte le fasi e individuare i presunti responsabili. Con gli arresti odierni si chiude il cerchio.

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La morte di Messinetti, in un primo momento, era stata attribuita a cause accidentali, ma la versione non ha convinto gli investigatori della squadra mobile che, grazie ad alcune testimonianze e a servizi tecnici sono riusciti a squarciare quello che hanno definito "il velo di omertà" che ricopriva l'intera vicenda e ad individuare come possibili responsabili Rango e Carolei. Proprio la personalità di Rango sarebbe riuscita in un primo momento a bloccare qualunque collaborazione alle indagini, anche da parte dei familiari della vittima. Dopo il fermo di Rango la squadra mobile è risalita ai due arrestati di oggi che do fronte al pm avrebbero fornito parziali ammissioni sul coinvolgimento nella vicenda. (ANSA).