Cosenza

SOS commercio,
serve dialogo

La Confesercenti provinciale, dopo aver sollecitato l’amministrazione comunale e il sindaco Occhiuto, ha avviato una campagna di ascolto con gli operatori. Prima tappa il quartiere dell'autostazione che storicamente e' fra i più attivi e dinamici della città

confesercenti cosenza

Febbre alta nel settore del commercio a Cosenza. Alla base sicuramente la crisi, ma anche la necessità di una maggiore e migliore riorganizzazione della rete e dei servizi. E cosi la Confesercenti provinciale, dopo aver sollecitato l’amministrazione comunale e il sindaco Occhiuto,  ha avviato una campagna di ascolto con gli operatori. Prima tappa il quartiere dell'autostazione che storicamente e' fra i più attivi e dinamici della città. L'area riveste una grande importanza commerciale, atteso che sono oltre 90 le attività economiche censite con una stima di 300 addetti.
Il presidente Mimmo Bilotta accompagnato dal suo vice Massimo Esaltato e dal responsabile delle adesioni per l'area urbana Tonino Buffone ha tenuto una riunione con una delegazione di operatori dell'area, guidata dai sigg Gardi, Mastropasqua, Farouk,il titolare del Bar San Francesco ed altri operatori commercianti.
L'attuale assenza di strumenti di indirizzo associata alla totale mancanza di dialogo fra le categorie e l'amministrazione cittadina costituiscono atti di ostilità che i commercianti tutti non possono accettare. Ad aggravare questo stato di cose l'ultima trovata della municipalità cosentina che sta varando in tutto il quartiere dell'autostazione nonché in altre aree popolose della città un piano di installazione di distributori automatici di bevande, una vera e propria offensiva ai danni delle categoria della somministrazione , atteso che gli apparati che verranno collocati sono decine e fra loro molto ravvicinati. Insomma consumi sottratti ai bar locali con risorse finanziarie che andranno a vantaggio di operatori non locali. Tale nuovo fenomeno va a sommarsi a quello delle decine di operatori illegali che vendono mercanzia contraffatta e di contrabbando che impunemente hanno occupato anche il 70% degli spazi delle recenti manifestazioni fieristiche. L'interrogativo che serpeggia fra gli operatori del quartiere dell'autostazione e' se la scelta di privilegiare queste nuove forme di Business distributivo, come i temporary store , le fiere ricorrenti e le manifestazioni lungo fiume sottaccia un disegno di ridimensionamento del commercio cittadino tradizionale. E ciò che si chiedono oggi i commercianti dell'autostazione , ma che Confesercenti chiederà nelle prossime settimane a quelli di piazza Loreto, di via Monte Santo, di via Panebianco e della Riforma. Da subito Confesercenti chiederà un incontro col sindaco.

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