COSENZA

Successo per
festival
"lungimigranze"

La kermesse delle etnie promossa dalla Provincia è stata caratterizzata anche quest'anno da momenti di forte ed intensa riflessione sulle tematiche che riguardano gli immigrati e i rifugiati

Successo per
festival
"lungimigranze"
Si è conclusa "con grande successo ed unanimi apprezzamenti", riferisce una nota, la seconda edizione di LungiMigranze, il festival delle etnie promosso dalla Provincia di Cosenza caratterizzato anche quest'anno da momenti di forte ed intensa riflessione sulle tematiche che riguardano gli immigrati e i rifugiati e su cui sono stati coinvolti i diversi attori che si occupano di questi temi in Calabria e nel Paese. Il dibattito conclusivo della manifestazione si è svolto nella sede consiliare del Comune di Spezzano Albanese a causa delle avverse condizioni atmosferiche. Al convegno organizzato dall'associazione "La Kasba" sul tema "Sistema d'asilo oltre l'emergenza" hanno preso parte il presidente della Provincia di Cosenza, Mario Oliverio; il vicepresidente, Mimmo Bevacqua; il sindaco di Acquaformosa, Giovanni Manoccio; la responsabile nazionale dei progetti Sprar, Antonietta Nevigato, ed Enza Papa, responsabile del progetto Sprar di Cosenza, che ha coordinato i lavori. "Ancora una volta - ha detto il vicepresidente Bevacqua, aprendo i lavori del convegno - la Provincia di Cosenza ha saputo cogliere e valorizzare le attese, gli stimoli e le domande presenti nei nostri territori e fra le nostre comunità. Questa manifestazione e il protocollo finale sottoscritto tra il presidente Oliverio e le diverse associazioni, attraverso il quale ci si impegna a portare avanti un confronto continuo e costante sulle problematiche che riguardano gli extracomunitari e i rifugiati, nascono dall'incontro con i problemi concretamente vissuti nella nostra regione da alcune comunità di migranti e rifugiati e con il variegato mondo dell'associazionismo che di questi problemi si occupa ogni giorno". "Quello dell'immigrazione - ha detto il presidente Oliverio, concludendo i lavori - è un fenomeno destinato ad espandersi ed allargarsi ulteriormente nei prossimi anni e, se non affrontato adeguatamente in termini di maggiore accoglienza ed integrazione, creerà non pochi problemi alle nostre comunità. Ormai sono migliaia i cittadini extracomunitari impiegati nelle nostre campagne per svolgere i lavori più pesanti come la raccolta delle pesche, dei pomodori, delle olive o degli agrumi o per fare le badanti nelle nostre case ed accudire i nostri anziani. Ad essi dobbiamo offrire pari opportunità e piena integrazione, facendoli sentire finalmente cittadini di una terra in cui sono stati catapultati non per loro scelta ma per motivi economici e politici". "Pari opportunità ed integrazione - ha continuato Oliverio - significano soprattutto accoglienza, ma anche la possibilità per queste persone di vivere pienamente la vita della comunità, della città o del piccolo comune che le ospita, attivando politiche sociali conseguenti ed adeguate. I Comuni, soprattutto quelli più piccoli, spesso non ce la fanno a caricarsi anche di questo nuovo fardello e, perciò, devono essere aiutati dalla Regione che deve avere la capacità di predisporre un grande progetto di integrazione attraverso cui attivare nuovi servizi e nuovi strumenti di sostegno alle politiche dell'accoglienza. Per quanto ci riguarda, spesso andando anche al di là delle nostre specifiche competenze e nonostante i pesanti tagli cui sono state recentemente sottoposte le Province da parte del Governo nazionale, abbiamo fatto e continueremo a fare di tutto per sostenere i comuni e le comunità degli immigrati perché riteniamo, innanzitutto, di dover rendere loro un servizio come persone e, poi, perché vogliamo aiutare il nostro territorio e le nostre comunità a crescere". "Iniziative come 'LungiMigranze' - ha concluso il presidente della Provincia di Cosenza - vanno in questa direzione: creare momenti di incontro e di riflessione per fare emergere e affrontare i problemi, ma soprattutto per fare vivere a queste comunità un momento di orgoglio e di identità attraverso la festa, la musica, le mostre, la gastronomia, l'incontro con le persone che hanno avuto modo di conoscere venendo qui da altre parti del mondo. Il successo riscosso anche quest'anno conferma che questa è un'iniziativa destinata a crescere e diventare un punto di riferimento, un momento di incontro e di confronto perché il giorno dopo, insieme, nel rispetto dei diritti e dei doveri di ognuno, si possa tutti operare meglio, correggendo errori e rimuovendo pregiudizi e creando in ognuno la necessaria consapevolezza che una civile convivenza è possibile solo se ci si rispetta l'uno con l'altro. L'immigrato che sta vicino casa nostra, dunque, non è un nemico da combattere o da demonizzare a tutti i costi, ma una persona come noi che deve essere considerata, accolta e trattata come tale". (ANSA)

 

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Gazzetta del Sud online

Caratteri rimanenti: 400

Le altre notizie

i più letti di oggi