UNIVERSITA'

Proroga Rettore,
la procura
apre un'inchiesta

Il sostituto procuratore della Dda, Camillo Falvo ha aperto un’inchiesta sull’autoproroga di un anno del mandato del Rettore Francesco Tomasello. Nel mirino della magistratura anche l’attività del Senato Accademico e del consiglio di amministrazione dell’Unviersità. La Gdf ha acquisito un’ampia documentazione negli uffici amministrativi. Il fascicolo, nel quale s’ipotizza il reato di abuso d’ufficio, per il momento è contro ignoti.

Università Messina

Adesso anche i riflettori della Procura si accendono sulla decisione del Rettore dell’Università Franco Tomasello di prorogarsi il mandato per l’anno accademico 2012-2013.  Il sostituto procuratore della Dda, Camillo Falvo ha aperto un fascicolo, per il momento contro ignoti, in cui viene ipotizzato il reato di abuso d’ufficio in quanto la proroga del mandato al rettore ed agli altri organi elettivi avrebbe procurato un ingiusto vantaggio patrimoniale. Nei giorni scorsi i Militari della Guardia di Finanza si sono recati negli uffici amministrativi dell’Università ed hanno acquisito tutta la documentazione relativa alle sedute ed ai verbali ed alle delibere adottate dal Senato Accademico e dal consiglio d’amministrazione dell’ateneo. Una enorme mole di documenti che finiranno sul tavolo del sostituto Falvo che dovrà valutarle attentamente e verificare se dalle carte emergano ipotesi di reato ed individuare eventuali responsabili. Gli uomini delle Fiamme Gialle e lo stesso magistrato nelle settimane scorse hanno sentito diverse persone come persone informate dei fatti. La vicenda aveva destato scalpore negli ambienti accademici quando il rettore dell’Ateneo messinese, Tomasello,  e gli altri organi elettivi, all'inizio del 2010 avevano prorogato il loro mandato di 12 mesi. Immediatamente 32 docenti e ricercatori dell’Università avevano presentato ricorso al Tar contro la modifica dell’articolo 57 dello statuto universitario che aveva poi consentito la proroga.  Il Tribunale amministrativo lo scorso 29 ottobre aveva accolto il ricorso ed il 28 febbraio scorso  il Consiglio di giustizia amministrativa ha respinto il ricorso dell’Università contro la sentenza del TAR. I giudici di secondo grado avevano ribadito che “nessun organo collegiale può, al di fuori di una previsione normativa che lo preveda e consenta, prorogare se stesso con provvedimento amministrativo». Ma la battaglia fra ricorrenti e Rettore dell’Università non si è ancora conclusa ma adesso è la magistratura a volerci vedere chiaro su questa vicenda. Per i vertici dell’Ateneo l’entrata in vigore della Legge Gelmini legittima il comportamento degli organi elettivi e del rettore  mentre i ricorrenti continuano ad affilare le armi e a chiedere un  passo indietro di Tomasello.

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