CARONTE & TOURIST

Sciopero finito,
restano le polemiche

Si è conclusa l'agitazione dei marittimi dipendenti della Caronte&Tourist. Sindacato Orsa e società armatrice sono rimasti fermi sulle rispettive posizioni per quanto riguarda i servizi minimi da garantire all’utenza. Alla fine nessuna nave, a due o un solo ponte, ha lasciato gli ormeggi. L’amministratore delegato Vicenzo Franza dichiara che sarà sporta una denuncia per interruzione di pubblico servizio nei confronti degli scioperanti e del sindacato.

sciopero caronte

Divergenza sui servizi essenziali alla vigilia, nessun accordo durante lo sciopero durato questa volta 24 ore. Orsa e Caronte&Tourist hanno portato fino in fondo la propria linea e, probabilmente, inasprito un rapporto che già non era idilliaco. Tra il volere della società armatrice e quello del sindacato è prevalsa la totale paralisi delle bidirezionali. Per 24 ore nessuna nave, che sia a uno o due ponti, ha solcato le acque dello stretto. I servizi minimi all’utenza quindi non sono stati assicurati e ciò non potrà non avere ripercussioni. L’amministratore delegato della società armatrice Vincenzo Franza ha annunciato che, come atto dovuto in questi casi, partiranno denunce per interruzione di pubblico servizio, sia per gli scioperanti quanto per il sindacato. Caronte&Tourist intendeva utilizzare una nave a due ponti per tutta la durata dell’astensione dal lavoro dei marittimi, l’Orsa, invece, riteneva che una zattera, in due fasce da tre ore, potesse essere sufficiente per garantire i numerosi pendolari che per studio o lavoro devono spostarsi sulla sponda opposta dello Stretto.  Per tutta la notte, Polizia Municipale e Polstrada, sono state impegnate per evitare che i mezzi pesanti si dirigessero verso gli imbarchi della rada S. Francesco. Da e per Tremestieri, le navi di Bluvia e Meridiano   hanno assorbito solo in parte il traffico dei mezzi pesanti. A più riprese, fino alla mattinata odierna la chiocciola che immette all’approdo si è riempita di tir fino a raggiungere la statale 114. Stessa cosa lungo il viale S. Filippo, nei pressi dello stadio, dove i mezzi pesanti sono stati fatti fermare per tutta la   notte per poi farli dirigere alla spicciolata verso gli imbarchi una volta cessato lo sciopero.    Un piano ben congegnato, compresi i presìdi permanenti delle forze dell’ordine nei punti strategici della città che, quantomeno, ha scongiurato che ne risentisse la mobilità urbana.

Sotto l’aspetto della vertenza sindacale, Caronte&Tourist è sempre ferma sulla posizione di sfoltire la forza lavoro del 25% a causa degli esuberi legati al calo del traffico. Venerdì prossimo, nuovo incontro con i sindacati accreditati in azienda, per tentare di trovare un accordo sulla mobilità di 69 marittimi. Dal precedente tavolo convocato venerdì scorso al Royal non era scaturita alcuna soluzione. All’incontro, non sarà invitata a partecipare l’Orsa che ha indetto l’ultimo dei 4 scioperi inscenati nell’ultimo mese. Vani i tentativi fatti ieri sulla base di un numero crescente di deleghe di marittimi sulle quali il sindacato autonomo può contare. Ad oggi sono 73 e farebbero dell’Orsa la seconda sigla per numero di iscritti dopo la Fima Fast Confsal con oltre 100 iscritti.

 

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