Ex commissario VV.UU.

Arresto Bruzzano:
peculato e ricettazione

L’ex commissario della Polizia Municipale di Messina Aldo Bruzzano, in pensione dal primo settembre, è stato arrestato ieri sera dai Carabinieri. Numerosi i reati contestati che vanno dal peculato alla ricettazione. Sarebbe stato socio occulto di una società di compro oro. Adesso si trova ai domiciliari.

aldo bruzzano

E’ stato uno degli investigatori più noti della città. Il suo nome legato ad alcuni dei più importanti sequestri in materia di abusi edilizi ma anche di violazioni delle leggi ambientali. Decine le inchieste condotte in prima persona e le collaborazioni con la Procura di Messina. Da ieri sera il Commissario ispettore superiore della pOlizia Municipale, Aldo Bruzzano, 65 anni,  già comandante della sezione ambientale ed in pensione dal primo settembre, si trova ristretto agli arresti domiciliari. Lunga la lista dei reati contestati: ricettazione, peculato, falsità ideologica commessa da P.U. e soppressione, distruzione e occultamento di atti veri.

L’inchiesta, coordinata dai sostituti Adriana Sciglio e Diego Capece Minutolo, era stata avviata nell’agosto dell’anno scorso dai Carabinieri del Nucleo operativo della Compagnia Messina Centro.

Nell’arco di otto mesi gli investigatori hanno raccolto una serie di prove a carico del commissario Bruzzano finite in un’ampia relazione consegnata ai magistrati. In particolare il commissario fra marzo ed aprile scorsi pur essendo in ferie, si sarebbe appropriato  di un’auto di servizio della Polizia Municipale per utilizzarla a fini personali. Circostanza che si sarebbe ripetuta più volte. Inoltre, in una relazione di servizio, redatta dopo un sopralluogo effettuato nel 2010 dopo aver ricevuto un esposto, Bruzzano avrebbe attestato falsamente di aver appurato l’esistenza di opere  edili che erano state oggetto di sanatoria. In realtà, hanno appurato i carabinieri,   erano state realizzate ulteriori opere non presenti nella concessione edilizia in sanatoria; In pratica il commissario avrebbe tentato di coprire l’abuso.  Infine Bruzzano sarebbe stato socio occulto di una società di compro oro. Secondo l’accusa avrebbe acquistato più volte preziosi di provenienza illecita, in particolare provento di furti in appartamenti e rapine.

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