TURISMO

De Simone a Croce
"La città sposi
il suo porto"

Incontro di lavoro stamattina, a palazzo Zanca, fra il presidente dell’Autorità Portuale di Messina e il commissario straordinario . Fatto il punto sull’importanza del porto che, ogni giorno, ospita numerose navi da crociera da cui sbarcano migliaia di passeggeri. Sottolineata quindi l'esigenza di offrire una città a misura di turista.

porto messina

Nella città delle barriere architettoniche e di quelle dell’inciviltà, laddove tutto è nel completo abbandono e non perchè non c’è più un sindaco, ma per consuetudine, si aggirano confusi e quasi disperati i turisti che quotidianamente  sbarcano in migliaia  dai transatlantici, oggi ben tre, che ancora, nonostante tutto, il nostro porto accoglie orgogliosamente. Un porto, quello di Messina, che non trova la sinergia con la città, che è forse l’unico al mondo  che vede  chiuse ormai da anni le saracinesche dei negozi in faccia agli ospiti, il porto  di un comune che si  definisce turistico, ma che anziché accogliere i forestieri a braccia aperte e coccolarli,  li respinge con le centinaia di metri da percorrere a piedi prima di trovare un varco e le strisce pedonali, con i binari del tram e le relative ringhiere.  E se già tutto questo è un incubo per chi cammina con le proprie  gambe, figuratevi per chi si deve obbligatoriamente servire di una sedia  a rotelle….  ben tre scivoli inutilizzabili perché bloccati dalle auto in sosta e quando finalmente ne è stato trovato un libero, mancava la sponda opposta…. Come arrivare sani e salvi a piazza duomo, questo bisognerebbe insegnare a chi scende dalle navi da crociera a Messina, abbinando alle esercitazioni a bordo quelle a terra. Tanti i servizi resi ai turisti  grazie alle iniziative dei privati, treni, autobus turistici, carrozzelle, tour guidati. Scarsa, invece,  se non inesistente l’offerta del pubblico. E quando il pubblico non sa neanche sposare il privatosi perdono anche delle occasioni. Come quella di realizzare una mostra permanete delle carrozze d’epoca, ben 60, che la famiglia Molonia voleva mettere a disposizione della città, così come accaduto a Lisbona. Invece il comune, che prima si era impegnato a farlo, non ha mai pagato il ricovero degli esemplari nel padiglione 18 della fiera e adesso  è in corso una procedura di sfratto, tanto che i Molonia, che non sanno dove trasferirle,  hanno deciso di mettere in vendita la prestigiosa  collezione. Insomma nella città del porto, le iniziative turistiche in porto non ci vanno. Alla faccia del volano dell’economia locale.

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