Stretto di Messina

Sciopero Caronte
Adesione massiccia
disagi limitati

Al terzo sciopero dei marittimi della Caronte si registra un’adesione massiccia. Limitati invece i disagi sull’attraversamento dello stretto. La bidirezionale che sta assicurando i servizi minimi è fin qui riuscita ad assorbire il flusso dei mezzi. Si inasprisce la lotta tra la società armatrice sempre ferma sulla riduzione del costo del lavoro e i sindacati.

Sciopero Caronte
Adesione massiccia
disagi limitati

Uno sciopero massiccio di marittimi anche se in certi momenti  i piazzali erano deserti. Bastava guardare i viali della rada S. Francesco non appena la Vestfol salpava in direzione Villa S. Giovanni per rendersi conto dei contenuti disagi per gli utenti. Questa nave infatti, una delle più grandi bidirezionali della flotta Caronte&Tourist, è stata scelta dalla società armatrice per assicurare il servizio minimo previsto. Tutto questo grazie anche ai servizi di viabilità organizzati da Polizia municipale e Polstrada per prevenire eventuali incolonnamenti in città. Situazione sempre sotto controllo alla marittima e lungo la tangenziale dove i tir sono stati monitorati ed eventualmente stoccati lungo il viale S. Filippo all’altezza dei parcheggi dello stadio. Infuocata, invece, resta la vertenza tra i sindacati e la società armatrice. Lo sciopero odierno, il terzo negli ultimi 18 giorni, è stato indetto dalle sigle confederali ma, è stato anche supportato dai marittimi aderenti a Fast Confsal e Orsa. Ad alimentare il braccio di ferro in atto, il comunicato con il quale ieri sera la Caronte ha motivato la necessità di tagliare il costo del lavoro del 25%. E cioè il calo del mercato del traghettamento, l’aumento del prezzo del carburante, i salari sostanzialmente doppi rispetto a quelli previsti dal contratto nazionale e la doppia gestione, dal 2006, degli approdi di s. Francesco e Tremestieri.  Una carico di costi, si legge nel comunicato aziendale,  non più sopportabile a fronte dei ricavi che per il 2012 sono previsti in calo di oltre 8 milioni di euro. La Filt Cgil contesta punte per punto sottolineando il fatto che solo negli ultimi anni si sono persi 10 equipaggi e quelli che sono rimasti sono stati ridotti a causa della riduzione delle tabelle di armamento. Sui salari superiori a quanto previsto, poi, il sindacato sostiene che ciò scaturisce da un accordo, che Caronte e Tourist  ha firmato senza alcuna costrizione, ed è il risultato di anni ed anni di contrattazione.   Insomma parti molto lontane da una soluzione della vertenza che prima di oggi ha già fatto registrare, in meno di 20 giorni, altre due astensioni dal lavoro, il 21 e 28 settembre scorsi. E già oggi, si parlava di una quarta ma con diverse e più incisive modalità.

Una dura notra arriva anche dalla Fima Fast Confsal, il sindacato autonomo al quale aderisce quasi un terzo della forza lavoro della Carionte&Tourist che ha dato il via alla serie di scioperi il 21 settembre scorso. Gli scioperi in questione, si legge, diversamente da quello selvaggio della Fima, hanno arrecato solo vantaggi all'azienda: corse limitate e risparmio di carburante. Puntando sulla forza della Commissione di Garanzia, che tutela illeggitimamente un'azienda privata, nonchè organizzazioni sindacali che hanno dato l'assenzo di creare società come la Bluferries che utilizza i lavoratori alla stregua di terzo mondo, continua la nota di Fast confsal, la società Caronte & Tourist sta procedendo implacabile nel voler ridurre il personale o il costo del lavoro. A questo punto se la società non cambia la sua posizione ci vedremo costretti  o a intraprendere una serie di scioperi selvaggi che causino grossi disagi agli utenti oppure adire le autorità competenti al fine di accertare se la crisi avanzata dalla società sia reale o meno.

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