Giudiziaria

Trattativa, Di Maggio
chiese aiuto a Cattafi

Il presunto capo della mafia barcellonese avrebbe riferito ai pm della Dda di aver svolto una “missione” per conto dell’allora vicecapo del Dap. L’avvocato ha sostenuto di possedere diversi audionastri in cui ci sarebbero “rendicontati” alcuni incontri scottanti.

Trattativa, Di Maggio 
chiese aiuto a Cattafi
Due ore e passa di faccia a faccia al carcere di Gazzi a parlare di Trattativa. Ecco la nuova inchiesta che stanno seguendo il procuratore capo di Messina Guido Lo Forte e due suoi sostituti della Dda, Vito Di Giorgio e Angelo Cavallo. Sono loro che hanno sentito a lungo l’avvocato barcellonese Rosario Pio Cattafi  l’uomo considerato “il capo dei capi” della cupola mafiosa barcellonese e finito in carcere nel luglio scorso per l’operazione antimafia “Gotha”. Tra le cose che Cattafi ha detto ci sarebbero i rapporti
negli anni ’90 con il magistrato Francesco Di Maggio, vicecapo del Dap. Cattafi, a quanto pare, avrebbe detto ai magistrati della Dda peloritana di aver in qualche modo agito, in un periodo in cui era ristretto in carcere per l’inchiesta sull’autoparco di Milano, in un certo senso “per conto” di Di Maggio, che gli avrebbe affidato un incarico
specifico. Il fascicolo è stato secretato, l’inchiesta continua su diversi fronti

 

Commenti all'articolo

  • chelligiovanna

    25 Settembre 2012 - 11:11

    Tornano i fantasmi del passato archiviati il 12.9.2002. Forse Rosario Cattafi non ha voglia di rimanere in carcere e menerà il can per l'aia, ma noi abbiamo bisogno di verità. Giovanna maggiani Chelli

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