estorsione

Altri tre arresti
per un "cavallo di ritorno"

Sale a cinque il numero delle persone arrestate dai Carabinieri nell’ambito di un’indagine su un’estorsione, nota come “cavallo di ritorno”. In manette altri tre giovani dopo i due già arrestati nel luglio scorso. Chiesero 1.000 euro ad una persona in cambio della restituzione dell’auto che gli era stata rubata

Carabinieri

una pattuglia dei Carabinieri nei presi del museo

La prima tranche dell’operazione era scattata lo scorso 22 luglio 2012 quando i Carabinieri arrestarono due giovani Domenico Neroni 23 anni e Domenico Corridore, 18 anni che avevano incassato 1.000 euro per un cosiddetto cavallo di ritorno come si dice in gergo. I due giovani, dopo aver inscenato il furto di un’autovettura, contattarono il proprietario assicurandogli la restituzione del mezzo dietro il pagamento di 1000 euro.

Le successiva indagini anno consentito di scoprire che i due giovani avevano anche dei complici. Ora in manette sono finiti altre tre persone: Alessandro Corridore, 24 anni, Gabriele Irrera anche lui 24 anni e Giuseppe Bellamacina, 19 anni, tutti già noti alle forze dell’ordine e accusati di rapina ed estorsione in concorso. Dopo l’arresto Corridore è stato rinchiuso nel carcere di Gazzi mentre Bellamcaina ed Irrera hanno ottenuto gli arresti domiciliari. Sale così a cinque il numero delle persone arrestate nell’inchiesta condotta dai Carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia di Messina Centro e dai militari della Stazione Carabinieri di Messina Arcivescovado.

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