Caos alloggi

Palazzo Zanca
diffida l’Iacp

Durissima nota del Dipartimento patrimonio che chiede un’immediata ricognizione di tutte le abitazioni rientranti nella legge 311 del 2004. «Si faccia chiarezza sui verbali di trasferimento, sui cantinati adibiti a case, sulle somme finora incassate»

Palazzo Zanca
diffida l’Iacp

Ennesima “querelle” che vede contrapposti il Comune e l’Istituto autonomo case popolari che, in realtà, dovrebbero essere le due braccia o gambe di uno stesso corpo. Dopo una lunga serie di risposte mai arrivate e di assordanti silenzi, i dirigenti e funzionari del Dipartimento patrimonio del Comune hanno deciso di inviare una diffida nei
confronti dell’Iacp (e dell’Agen - zia del Demanio), affinché si faccia chiarezza al più presto sulla situazione degli alloggi rientranti nella legge 311 del 2004. Il dirigente, l’ing. Natale Castronovo, e il direttore di sezione, la dottoressa Maria Denaro, chiedono che si proceda senza più indugio alla rettifica dei precedenti verbali di trasferimento nei quali sono stati inseriti alloggi già ceduti e sollecitano l’Istituto «a provvedere al più presto a redigere un elenco degli assegnatari che hanno versato il corrispettivo per l’acquisto, specificando l’importo e la data con relativa copia degli atti compromissori stipulati tra gli stessi e l’Iacp». Ma non solo. Si fa obbligo all’Istituto di provvedere a inviare tutte le coordinate catastali e le planimetrie di ogni immobile, le generalità di ogni assegnatario, la scheda contabile di ciascuno di loro, indicando l’eventuale presenza di contenziosi nonché il contratto di locazione e, ove non fosse stato stipulato o risultasse mancante, una dichiarazione che attesti tale situazione. Ed ancora: si impone all’Iacp di procedere a un’accurata verifica complessiva sugli alloggi da trasferire prima di redigere un nuovo verbale integrativo, «onde evitare ulteriore dispendio di tempo che si aggiungerebbe a quello già lungo trascorso (quasi sei anni!)».

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