Incidente Via Catania

Giampilieri piange
il giovane pasticcere

Francesco Galletta lavorava in un laboratorio nei pressi di piazza della Repubblica. Dopo la morte del padre toccava a lui mantenere la famiglia. Indagata con l’accusa di omicidio colposo la conducente della vettura con cui si è scontrato lo scooter.

via catania

Francesco ha lasciato un vuoto incolmabile. Tutti apprezzavano il suo modo di fare, la sua forza di volontà e i grandi sacrifici quotidiani. Perché il destino crudele già gli aveva voltato le spalle, portando via il papà. Così era diventato il capofamiglia. Lavorava sodo e cercava di mantenere la mamma e tre sorelle. Viveva a Giampilieri Superiore, vicino la piazza principale di un paese sfortunato, messo in ginocchio dalla tragica alluvione del 1. ottobre 2009. E il villaggio, come se quel conto non fosse abbastanza salato, torna a piangere uno dei suoi figli. Stavolta a causa di un terribile incidente stradale in via Catania. Francesco Galletta, 24 anni, la sera maledetta di mercoledì, stava facendo rientro nella sua abitazione. Aveva finito da poco il turno di lavoro nel laboratorio dolciario “Mami”. Dal giugno 2010 aveva intrapreso il mestiere di pasticcere: «Faceva apprendistato», racconta Grazia Bertuccelli, titolare dell’esercizio a due passi da piazza della Repubblica. «Era molto apprezzato da tutti. Aveva sempre il sorriso sulle labbra e stava con noi 8 ore al giorno. Siamo scioccati. Metteva da parte i soldi e li destinava alla famiglia. A volte era in difficoltà. Ricordo quando mi chiese un anticipo solo perché doveva comprare una spazzola per i capelli».

Il sostituto procuratore Fabrizio Monaco ha aperto un fascicolo con l’obiettivo di fare luce sulla tragedia di mercoledì. Proprio per consentire che atti irripetibili come l’esame autoptico siano eseguiti, il pm ha iscritto nel registro degli indagati, con l’accusa di omicidio colposo, L.C., la donna di 35 anni che era alla guida della Fiat Panda che si è scontrata con lo scooter Honda Sh 150 condotto dal giovane.

Commenti all'articolo

  • fhqlomba

    07 Settembre 2012 - 12:12

    Era un gran bravo ragazzo, speriamo che possano risalire alla dinamica del mortale incidente.Troppi a dire il vero in questi mesi, viviamo al centro di una violenza stradale indescrivibile, tutto di più. Tutti o quasi con il telefono all'orecchio e guidando con una mano anche davanti alle forze dell'ordine. Ma sarebbe morto se avesse potuto usare il servizio pubblico per andare a lavorare? A Messina esistono solo le corsie preferenziali per inpinguare le casse comunali con i verbali di pattuglie fisse sulla via Garibaldi ma gli autobus non ci sono. Vergogna forse l'unica città d'Italia senza mezzi pubblici.

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