Catanzaro

Università Magna Grecia, la visita del presidente del CNR Nicolais

L'incontro per avviare importanti sinergie con l'Università Magna Graecia di Catanzaro che già ospita Unità del Cnr dedicate alla ricerca in neuroscienze e in cardiologia. "Per avere una buona sanità in Calabria non basta avere nuovi ospedali: bisogna anche avere buoni medici"

università catanzaro

Il presidente del Cnr, Luigi Nicolais, ha visitato oggi il Campus dell'Università Magna Graecia di Catanzaro, accolto dal rettore Aldo Quattrone e dalle autorità accademiche. " Nicolais - è scritto in un comunicato dell'ateneo - è venuto in Calabria, per la prima volta dall'inizio del suo mandato, su invito del rettore Quattrone per avviare importanti sinergie con l'Università Magna Graecia di Catanzaro che già ospita Unità del Cnr dedicate alla ricerca in neuroscienze e in cardiologia. il prof. Nicolais è rimasto colpito per la modernità delle strutture e delle tecnologie esistenti nel Campus che pongono questa struttura all'avanguardia nel Mezzogiorno. Il presidente del Cnr si è impegnato con il rettore a incrementare ulteriormente l'attività di ricerca del Cnr nel Campus potenziando le strutture esistenti". "L'integrazione di strutture del Cnr nell'Università - ha detto Quattrone- è sicuramente il progetto più moderno per realizzare una ricerca d'avanguardia e dare ai giovani talenti calabresi l'opportunità concreta di inserirsi nel mondo scientifico rimanendo a studiare e lavorare in Calabria. Questa sinergia tra diverse istituzioni pubbliche, come università e Cnr, è ormai indispensabile per favorire l'integrazione dei saperi e ottimizzare le risorse umane e finanziarie in un momento difficile come quello che attraversa il Paese e il Mezzogiorno in particolare. Questa esigenza è particolarmente attuale nel settore medico dove esiste una forte emigrazione della salute che costa ai cittadini ogni anno centinaia di milioni di euro. Per avere una buona sanità in Calabria non basta avere nuovi ospedali: bisogna anche avere buoni medici che ciascuna regione deve poter formare in loco per garantire i livelli di qualità dell'assistenza che ormai tutti i cittadini vogliono". "Il mio sogno - ha concluso il rettore - è quello di fermare l'emigrazione dei cervelli che tanto danno fa alla nostra regione. Per far sì che questo sogno diventi davvero realtà, bisogna realizzare, con l'impegno di tutte le istituzioni, un'università davvero eccellente, premessa indispensabile per formare i professionisti del domani. In un momento economicamente difficile come quello che viviamo, il mio appello ai nostri politici è di scegliere bene le priorità su cui puntare: investire nell'università e nella formazione vuol dire investire nei giovani e nel futuro".

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