CROTONE

Inchiesta Hermes: 17 in carcere, 2 ai domiciliari

Contestati i reati di associazione mafiosa, estorsioni, il tentato omicidio Devona e una violenta rapina

Inchiesta Hermes: 17 in carcere, 2 ai domiciliari

Diciassette ordinanze di custodia cautelare in carcere e altre due ai domiciliari con la sostanziale conferma delle decisioni già assunte in sede di convalida dei fermi dal gip del Tribunale di Crotone Michele Ciociola.

Regge davanti al giudice delle indagini preliminari di Catanzaro Pietro Carè (competente per i reati di mafia), l’impianto accusatorio disegnato dalla Procura antimafia con l’inchiesta “Hermes”, venuta alla luce il 28 giugno scorso con l’esecuzione da parte degli agenti della Squadra Mobile della questura di Crotone, di 15 provvedimenti di fermo di altrettante persone considerate affiliate o colluse alla presunta cosca Barilari-Foschini.

«Un’organizzazione che controllava in maniera asfissiante tutti i commercianti di Crotone, anche le bancarelle del mercato e della festa patronale della Madonna di Capocolonna», sottolineava il procuratore Nicola Gratteri nella conferenza stampa seguita al blitz. Nell’elenco delle persone per le quali è stato disposto l’altro ieri l’arresto, manca solo Gaetano Russo (scarcerato dal gip territoriale), rispetto a quanto deciso con i fermi dai sostituti procuratori della Dda Fabiana Rapino e Domenico Guarascio.

Ma a 14 dei 15 fermati il 28 giugno (12 dei quali restano in carcere e due ai domiciliari), si aggiungono altri cinque nomi: quelli dei due romeni (Remus Alin Bragau e Mihai Ciovica, entrambi irreperibili) e quelli di altri tre indagati già detenuti per altro: Annibale Barilari, Gheorghe Geanca e Romolo Villirillo.

Si va cosi a ricomporre il “puzzle” delle nuove misure cautelari emesse dal giudice competente che su richiesta della Dda, ha disposto la custodia in carcere per: Annibale Barilari (46 anni); Gaetano Barilari (66 anni); Remus Alin Bragau (31 anni); Mihai Ciovica (24 anni); Antonio Falvo (43 anni); Antonio Foschini (35 anni); Vittorio Foschini (30 anni); Gheorghe Geanca (30 anni); Davide Lazzari (35 anni); Francesco Liguori (45 anni); Antonio Maiolo (48 anni); Tommaso Mercurio (nato ad Isola di Capo Rizzuto, 53 anni); Salvatore Murano (44 anni); Andrea Rizza (24 anni); Andrea Villirillo (21 anni); Romolo Villirillo (40 anni, Cutro); Massimo Zurlo (42 anni). Sono stati invece riconfermati gli arresti domiciliari per Angela Barilari (38 anni) ed Eugenio Carcea ((54 anni).

Associazione per delinquere di stampo mafioso, tentato omicidio, detenzione di armi, estorsioni e tentate estorsioni ai danni di commercianti e imprenditori crotonesi, assieme a due danneggiamenti e l'illecita concorrenza con minaccia ed anche una rapina messa a segno a San Giovanni in Fiore: questi i reati ipotizzati dagli inquirenti a carico degli indagati.

Nel corso della conferenza stampa seguita all’esecuzione dei fermi, il capo della Mobile Nicola Lelario, nello spiegare la capillarità con la quale il presunto clan imponeva o tentava di imporre il suo controllo ad attività commerciali piccole e grandi, sottolineava tra le altre cose che per gli uomini della cosca anche il pizzo di «3 euro al giorno», andava bene. «Il clan –sosteneva il dirigente della Squadra Mobile – come rivelato dalle intercettazioni, mirava da un lato a far pagare tutti; dall’altro ad imporre il suo controllo su macellerie, negozi e finanche sulle bancarelle della Fiera di maggio di Capocolonna, imponendo agli ambulanti e non solo, di acquistare carne e salsicce dalla macelleria di Gaetano Barilari».

Tre degli indagati (Gaetano Barilari, Antonio Foschini e Antonio Maiolo), sono anche accusati del tentato omicidio di Rocco Devona, preso a pistolettate sotto casa sua, in via Filangeri, il 25 novembre 2013 ed uscito illeso dall’agguato al quale avrebbe partecipato anche Salvatore Sarcone, poi ucciso a sua volta nel settembre 2014.

Durante le indagini, gli investigatori della Squadra Mobile hanno fatto luce anche su una rapina, compiuta a San Giovanni in Fiore nel settembre 2012 in una nota gioielleria. Durante l’incursione criminale il titolare venne selvaggiamente colpito dai rapinatori. Per quella violenta rapina sono indagati i tre romeni: Remus Alin Bragau; Mihai Ciovica e Gheorghe Geanca. Romolo Villirillo a sua volta è accusato di concorso in detenzione illegale di armi.

Gli indagati sono assistiti da un collegio difensivo composto tra gli altri dagli avvocati: Aldo Truncè, Fabrizio Salviati, Mario Prato, Mario Lucente; Giuseppe De Masi.

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