CATANZARO

Omicidio Lamberti, 14 anni di carcere per il minorenne autore del delitto

Omicidio aggravato dai futili motivi e dalla premeditazione, nonché  percosse, violenza privata, minaccia e lesioni personali aggravate ai danni di altri tre minorenni e di un 19enne di Paravati, i reati contestati al ragazzo (difeso dall'avvocato Gianfranco Giunta e dall'avvocato Giuseppe Monteleone) per il quale il pm della Procura per i minorenni di Catanzaro, Michele Sessa, aveva chiesto una condanna pesante: 27 anni di carcere, ridotti a 16 per via del rito abbreviato

Orrore in Calabria, 15enne uccide coetaneo e si costituisce

Francesco Prestia Lamberti

Quattordici anni reclusione. Questa la condanna inflitta dal gup di Catanzaro, Emanuela Folino,  al quattordicenne di Mileto  reo-confesso dell'omicidio di Francesco Prestia Lamberti, ucciso a 15 anni lo scorso anno e il cui corpo senza vita è stato rinvenuto la sera stessa del delitto – ovvero il 29 maggio 2017 – nelle campagne del rione Calabrò.
La sentenza è stata emessa questa mattina al termine del processo con rito abbreviato a carico del minorenne verso il quale il gup ha riconosciuto l'attenuante della minore età, nonché le attenuanti generiche prevalenti sulle contestati aggravati.
Omicidio aggravato dai futili motivi e dalla premeditazione, nonché  percosse, violenza privata, minaccia e lesioni personali aggravate ai danni di altri tre minorenni e di un 19enne di Paravati, i reati contestati al ragazzo (difeso dall'avvocato Gianfranco Giunta e dall'avvocato Giuseppe Monteleone) per il quale il pm della Procura per i minorenni di Catanzaro, Michele Sessa, aveva chiesto una condanna pesante: 27 anni di carcere, ridotti a 16 per via del rito abbreviato.
Alla lettura del dispositivo erano presenti in aula i genitori di Francesco Prestia Lamberti (rappresentati dall'avvocato Giovanni Vecchio) e la madre della giovane vittima è scoppiata in lacrime.
Si chiude così un primo capitolo giudiziario della vicenda del gravissimo fatto sangue che ha sconvolto un'intera comunità non soltanto per l'uccisione di un ragazzo perbene e benvoluto da tutti, ma anche  l'età anagrafica di vittima e assassino e la sproporzione con quanto accaduto.
Secondo quanto sostenuto dall'accusa, la sera del 29 maggio di un anno fa, l'imputato sparò alcuni colpi di pistola contro Francesco Prestia Lamberti uccidendolo e poi, per assicurarsi l’impunità, avrebbe minacciato di morte il 19enne – puntandogli la pistola al fianco – intimandogli di non dire nulla di quanto accaduto a Francesco. Inoltre – sempre secondo la ricostruzione degli inquirenti – l’imputato, diversi giorni prima dell’omicidio (10 maggio dello scorso anno) avrebbe dato appuntamento durante la notte ad altri due minorenni del luogo sospettando che uno di loro avesse una relazione con una ragazzina della quale si era invaghito. dopo averli fatti inginocchiare li avrebbe colpiti con un tubo di ferro provocando loro lesioni guaribili in 12 giorni. E ancora due giorni prima dell’omicidio l’imputato avrebbe minacciato un altro coetaneo al fine di sapere se tra la ragazzina e Francesco Prestia Lamberti vi fosse una relazione.

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