PALMI

"Donne andrebbero sterminate", la frase choc del prof alla figlia di Maria Chindamo

Sarebbe stata pronunciata, in occasione della giornata della Festa della donna, da un'insegnante del liceo scientifico di Palmi. La donna scomparsa a Limbadi in circostanze non ancora chiarite il 6 maggio 2016, episodio per il quale la Procura di Vibo Valentia sta indagando per sequestro di persona, omicidio e occultamento di cadavere

Sparita nell’anniversario  del suicidio del marito

"Le donne andrebbero tutte sterminate, non servono a nulla". La frase sarebbe stata pronunciata, in occasione della giornata della Festa della donna, da un'insegnante del liceo scientifico di Palmi all'indirizzo di una ragazza, figlia di Maria Chindamo, la donna scomparsa a Limbadi (Vibo Valentia) in circostanze non ancora chiarite il 6 maggio 2016, episodio per il quale la Procura di Vibo Valentia sta indagando per sequestro di persona, omicidio e occultamento di cadavere. A denunciare l'episodio sono, in una nota, gli avvocati Giovanna Cusumano e Nicodemo Gentile, legali dei familiari di Maria Chindamo che hanno depositato un esposto alla Procura di Palmi affinché sia valutata la sussistenza di eventuali profili penalmente rilevanti. La figlia minore di Maria Chindamo, che si è trasferita a Palmi dopo la scomparsa della madre, secondo la ricostruzione dei legali, "si trovava in classe e, poiché la dirigente scolastica, con apposita circolare, aveva autorizzato la visione di un film sulla figura della donna, dalle 10 alle 12, si premurava di sollecitare l'insegnante di storia perché consentisse a lei e ai compagni la visione del film. Ed è proprio in risposta alla legittima e garbata richiesta della studentessa che, in modo tanto inatteso, quanto sconcertante, la docente si lasciava andare al seguente commento 'Le donne andrebbero tutte sterminate, non servono a nulla'". La studentessa - "che non è difficile immaginare sia particolarmente sensibile alla tematica della violenza sulle donne" commentano i legali - ha accennato un triste sorriso di disappunto, redarguito dall'insegnante con le parole: "Tu sempre con questo sorriso, ti dovrebbero fare ministro dell'allegria!". La ragazza ha sfogato il suo dolore inviando allo zio un sms in cui raccontava il gravissimo episodio. L'uomo, Vincenzo Chindamo, ha quindi avvertito la dirigente scolastica che, riferiscono i legali, "tempestivamente convocava una apposita riunione durante la quale apprendeva che la professoressa aveva confermato l'accaduto e non mostrava alcun pentimento, posto che riteneva 'normale' affermare che 'le donne andrebbero tutte sterminate, non servono a nulla'". "L'insegnante - concludono i legali di Maria Chindamo - è tutt'oggi in classe sebbene sia stato avviato un procedimento disciplinare all'Ufficio scolastico provinciale e sarà compito della Procura accertare la sussistenza di profili di responsabilità penale per la condotta tenuta". (ANSA)

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