LAMEZIA TERME

Si spoglia e le foto vanno sul web, ma è una simulazione

Un "processo per cyberbullismo" in tribunale. I ragazzi a scuola di legalità giocano il ruolo delle parti in causa

Si spoglia e le foto vanno sul web, ma è una simulazione

Lamezia Terme

«Siamo andati ad una festa e poi con Luca ci siamo appartati. Lui m’ha chiesto di fare uno spogliarello per i suoi amici. Non potevo dire di no, non potevo deluderlo. Era tutto molto divertente, mi sentivo viva. Dopo che mi sono spogliata mi sono fatta fotografare: Luca scattava e io cambiavo posa, uno scatto dopo l’altro». Gaia depone dando le spalle al pubblico nell’aula del Tribunale. Con voce rotta dall’emozione ma con decisione e senza incertezze racconta il suo amore per Luca, diventato una storiaccia di cyberbullismo. La ragazza descrive nei minimi dettagli la bravata col suo fidanzatino di cui sono stati spettatori anche gli amici.

«Lo spogliarello e le foto sexy mi piacevano un sacco; Luca era felice di vedermi in quel modo e io ero contenta di piacergli, di far felice lui», racconta la testimone. La festa però ha un triste e squallido epilogo: Luca e i suoi amici pubblicano tutto su internet e per Gaia è l’inizio di un incubo. «Quando le foto sono state di dominio pubblico», spiega la minorenne, «ho iniziato a stare male. Mi vergognavo, la gente mi guardava strano, mi rendevo conto che gli altri sono vigliacchi ma che anche io lo ero. Non volevo più uscire, non volevo mangiare; un giorno ho perfino tagliato a pezzi tutti i vestiti del mio armadio. Mi sono resa conto che quando non sei niente per nessuno non vale la pena di vivere».

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