VIBO VALENTIA

27enne di Gerocarne morto per dissanguamento

L'autopsia sul corpo di Bruno Lazzaro. La lama avrebbe reciso al giovane un vaso sanguigno principale. Sul luogo dell’accoltellamento non rinvenute tracce ematiche

27enne di Gerocarne morto per dissanguamento

Sarebbe morto dissanguato il 27enne di Gerocarne colpito, nel pomeriggio di domenica scorsa, da una coltellata al fianco destro e deceduto poco dopo. Il fendente, infatti, avrebbe reciso un vaso sanguigno principale lasciando al giovane ben pochi margini di sopravvivenza.

È quanto emerso dall’autopsia eseguita ieri mattina all’obitorio dell’ospedale Jazzolino di Vibo Valentia dal medico legale dottoressa Katiuscia Bisogni. Accanto a lei anche il dottore Rocco Pistininzi, consulente di parte nominato dalla famiglia Lazzaro, rappresentata dall’avvocato Nazzareno Latassa.

Da quanto trapelato, inoltre, Bruno Lazzaro è stato attinto al fianco una sola volta e da una lama. Nulla è emerso circa la posizione del giovane al momento dell’accoltellamento, nel senso che ancora non è del tutto chiaro se lo stesso si trovasse all’esterno dell’autovettura o meno. Comunque nell’auto – una Fiat Panda che è stata sequestrata così come alcuni indumenti e il telefono cellulare della vittima – sono state rinvenute tracce di sangue nel lato passeggero che sarebbero compatibili con il fatto che il congiunto che si trovava insieme a lui gli ha prestato soccorso allertando il 118. Nessuna traccia ematica, invece, sarebbe stata rinvenuta sul luogo del mortale ferimento. E ieri in località Savini nello spiazzo adiacente a una fontanella – dove il tutto sarebbe avvenuto – i carabinieri della Compagnia di Serra San Bruno, che conducono le indagini unitamente ai militari della Stazione di Soriano, hanno svolto un ulteriore sopralluogo.

In attesa della relazione del medico legale (che sarà depositata entro 90 giorni) dalla quale potranno emergere elementi utili alla ricostruzione della dinamica del grave fatto di sangue, ulteriori elementi potranno essere forniti dal telefonino cellulare della vittima. Ieri mattina, infatti, prima che l’autopsia avesse inizio si è proceduto a sbloccare il dispositivo con l’impronta del ventisettenne. E dal telefono potrebbero emergere i contatti avuti da Bruno Lazzaro nelle ore e nei minuti precedenti al suo accoltellamento, aiutando così gli investigatori a meglio delineare le frequentazioni del giovane e soprattutto a capire se e con chi domenica scorsa avesse avuto un appuntamento.

Insomma per i carabinieri – la cui attività viene coordinata dalla Procura di Vibo – il lavoro da fare è ancora tanto al fine di avere chiaro il quadro della situazione e accertare il contesto entro cui inserire l’ennesimo fatto di sangue consumato nelle Preserre vibonesi. Contesto da cui emergerebbe il movente anche se, non si esclude, che il mortale ferimento possa essersi verificato al culmine di una discussione. Ma anche in questo caso ci sarebbe da accertare il motivo del presunto diverbio. Tuttavia dagli elementi finora emersi sembra chiaro che il giovane conoscesse le persone o la persona con cui domenica pomeriggio, di ritorno da Serra San Bruno, si è fermato a discutere o quanto meno a parlare.

Le indagini

Risale a domenica scorsa il mortale ferimento di Bruno Lazzaro, 27 anni di Gerocarne. Intorno alle 18, mentre in auto con un congiunto (che si trovava alla guida di una Fiat Panda) stavano rientrando da Serra San Bruno si sarebbero fermati in località Savini. E qui Bruno Lazzaro sarebbe stato colpito con un fendente al fianco destro. Inutili i soccorsi. Il giovane, infatti, è deceduto poco dopo.

Inizialmente tra le ipotesi investigative anche quella legata alla faida in atto da molto tempo tra gli Emanuele e i Loielo. Ma le modalità con cui il fatto di sangue è avvenuto escluderebbe il contesto faida, anche perché quando nelle Preserre vibonesi i killer sono entrati in azione lo hanno sempre fatto con un consistente volume di fuoco e non con le lame.

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