Crotone

L’omicida di Crotone: mi spiavano!

La confessione Salvatore Gerace ha raccontato al pm i “motivi” che l’hanno spinto a sparare al 18enne. La comunità in marcia si stringe attorno alla famiglia di Giuseppe Parretta

L’omicida di Crotone: mi spiavano!

Si sentiva spiato, si era convinto che l’intero vicinato avesse ordito un complotto nei suoi confronti. E quando ha visto la moto nuova di Giuseppe Parretta, ha pensato che fosse un regalo fatto al ragazzo da chi gli aveva dato l’incarico di “controllarlo”. Così Salvatore Gerace, 57enne pregiudicato di Crotone, sabato pomeriggio è entrato in casa dei suoi vicini e ha sparato con una calibro 38, uccidendo Giuseppe, 18 anni, che era intervenuto per cercare di difendere la sua famiglia che era lì con lui. Un movente «assurdo» lo hanno definito gli inquirenti, ricostruito attraverso le dichiarazioni dello stesso Gerace e di alcuni testimoni e vicini di casa. Anche la madre della giovane vittima, Caterina Villirillo, racconta tra le lacrime di un incontro avuto con Gerace qualche giorno fa: «Diceva che aveva paura che qualcuno lo volesse uccidere, e che i miei figli potessero “venderlo”. È entrato per ucciderci, e ha ucciso il mio Giuseppe». Per il giorno dei funerali il Comune ha indetto il lutto cittadino, mentre ieri sera la città ha voluto ricordare Giuseppe, quel ragazzo esile e dolce, con una fiaccolata silenziosa per le vie del centro

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