Lamezia

La coppia di killer
voleva espatriare

Marco Gallo e Federica Guerrise, 32 e 29 anni, hanno ucciso un fruttivendolo e un ferroviere. Marito e moglie caduti nella trappola delle videocamere e dei loro telefonini

La coppia di killer  voleva espatriare

Potrebbe essere collegato a una vendetta l’omicidio di Francesco Berlingieri, il fruttivendolo ucciso a Lamezia Terme il 19 gennaio di quest’anno, omicidio di cui sono accusati Marco Gallo, 32 anni, ritenuto l’esecutore, e la moglie Federica Guerrise, 30, che lo avrebbe supportato nell’azione criminale. Un delitto che, secondo quanto è stato riferito in una conferenza stampa alla presenza tra gli altri del Procuratore della Repubblica di Lamezia, Salvatore Curcio, sarebbe stato attuato su commissione probabilmente per i trascorsi della vittima, dedita ai furti di autovetture o mezzi industriali con la pratica del «cavallo di ritorno».

A incastrare la coppia, destinataria di un provvedimento di fermo, ci sono i filmati della videosorveglianza installati nelle vicinanze del luogo del delitto. In particolare, dalle immagini registrate, è emerso che l’autore dell’omicidio, a bordo di una moto enduro, sarebbe stato presente sul luogo del delitto anche nella giornata precedente l’omicidio, seguito sempre da un’altra persona a bordo di un’autovettura Fiat 600. Gli accertamenti successivi, infatti, hanno portato all’individuazione dell’auto, risultata intestata a Federica Guerrise, moglie di Gallo che, a sua volta, è proprietario di una moto del tutto compatibile con quella utilizzata dal sicario di Berlingieri. Dall’analisi del traffico della cella telefonica del luogo del delitto, inoltre, è emersa la contemporanea presenza sul posto dei telefoni cellulari di entrambi i coniugi.

Gallo, che non risulta inserito in contesti di criminalità organizzata, secondo l’ipotesi investigativa, potrebbe avere rivestito il ruolo di “killer” prezzolato.

«Chi ha sparato contro Berlingieri – ha detto il procuratore Curcio ai giornalisti – era una persona fredda». Il magistrato ha anche lamentato il fatto che «il comune di Lamezia Terme non abbia un impianto di videosorveglianza all’altezza di una città», sottolineando che, nel corso delle indagini «che sono state particolarmente complesse», è stata effettuata una geolocalizzazione «da cui si evince che sul luogo del delitto non c’erano solo i mezzi ma anche marito e moglie».

Marco Gallo, 32 anni, era già stato arrestato a luglio perché ritenuto l’autore dell’omicidio di Gregorio Mezzatesta, avvenuto a Catanzaro lo scorso 25 giugno.

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