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La violenza “ferisce” il Maranathà

Prima il tentato furto e poi la barbara uccisione con un’ascia del cane Rambo

La violenza “ferisce” il Maranathà

Nuovo grave episodio a Mileto teatro negli ulti giorni di una serie infinita di intimidazioni di ogni genere. Alcuni sconosciuti, dopo essersi introdotti negli spazi esterni di località Mirtilli del centro di prima accoglienza per tossicodipendenti e alcolisti “Maranathà”, allo scopo quasi certamente di compiere un furto di animali (mucche e pecore) che vengono curati dagli ospiti della struttura, hanno colpito con un’ascia, uccidendolo, il cane “Rambo”. Gli sconosciuti, autori dell’ignobile azione delittuosa, pare fossero complessivamente quattro.

L’episodio si è verificato nella notte tra sabato e domenica. Il quartetto dopo aver scavalcato il muro di cinta – secondo una prima ricostruzione – ha fatto irruzione nell’area “Oasi dei due Papi Benedetto e Francesco” inaugurata tempo fa dirigendosi a passo veloce verso le stalle dove sono custoditi gli animali.

Ma la presenza degli estranei non è sfuggita ad alcuni ragazzi del “Maranathà”, che dopo avere sentito dei rumori sospetti e notato le sagome degli sconosciuti, hanno tentato di raggiungerli. A questo punto gli sgraditi “visitatori”, pescati praticamente con le mani nel sacco, si sono dati precipitosamente alla fuga, ma nello stesso tempo per tutta risposta durante la loro precipitosa ritirata hanno colpito con un’ascia il cane, che nel frattempo si era messo ad abbaiare.

Un colpo mortale e per “Rambo” – al quale tutti, ospiti e operatori, al centro di prima accoglienza erano particolarmente affezionati – non vi è stato più nulla da fare.

Amareggiato per l’accaduto si è detto, ieri mattina, il presidente del “Maranathà” don Mimmo Di Carlo. «L’uccisione di “Rambo” – afferma il parroco della Basilica Cattedrale – ci addolora profondamente. Alcuni dei ragazzi del nostro centro li ho visti piangere per quanto è successo l’altra notte. Io rivolgo – aggiunge il sacerdote – l’invito a quanti si sono macchiati di questo gesto di ravvedersi e di non continuare più su questa strada. Se qualcuno di loro ha bisogno di essere aiutato nel suo cammino noi siamo pronti come sempre a dare una mano, in quanto non è rubando – conclude il presidente del centro di accoglienza – che si risolvono i problemi».

Sull’irruzione notturna e l’uccisione del cane sono adesso in corso indagini da parte dei carabinieri della stazione di Mileto, guidati dal maresciallo Alessandro Demuru. Il grave episodio contro il “Maranathà” segue di sole poche ore lo sconcertante atto di vandalismo compiuto a Paravati ai danni di un’edicola religiosa dedicata alla Madonna di Lourdes, sita nel centro abitato, lungo la statale 18 , in località “U Gissaru”, dove l’altra notte ignoti hanno distrutto la statuetta della Madonna che si trovava nell’edicola.

Una parte della sacra effige è stata lasciata sul posto, quella restante, con ogni probabilità, è stata portata via dagli stessi autori della bravata che ha profondamente offeso l’intera comunità.

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