Guardavalle

’Ndrangheta, vendette e omicidi in Lombardia

A novembre tornano in Corte d’Assise d’appello a Milano gli imputati di Guardavalle e del vibonese accusati dell’uccisione di Rocco Stagno. Coinvolti nell’inchiesta “Bagliore” che ha definito i dettagli dell’agguato al boss autonomista Carmelo Novella

’Ndrangheta, vendette e omicidi in Lombardia

L’omicidio di ’ndrangheta portato a termine per vendetta in una porcilaia tornerà a essere discusso in un’aula giudiziaria d’appello. Si tratta dell’uccisione avvenuta a Bernate Ticino, in Lombardia, il 29 marzo 2010 di Rocco Stagno, originario di Mileto e ritenuto vicino all’esponente ’ndranghetistico guardavallese Carmelo Novella (ucciso qualche anno prima). Ucciso perché ritenuto coinvolto nella morte di un altro personaggio della “mala” calabro-lombarda, Rocco Cristello, di origini vibonesi, avvenuta a marzo del 2008.

Il prossimo 8 novembre si aprirà il nuovo processo davanti alla Corte d’assise d’appello di Milano per l’omicidio e occultamento di cadavere di Stagno, la cui ricostruzione è stata al centro dell’operazione antimafia “Bagliore”, che nel 2011 ha portato la Dda milanese a svelare parte dei crimini della ’ndrangheta in Lombardia.

Al centro di quell’inchiesta vi era anche l’omicidio di Novella, avvenuto a San Vittore Olona nel luglio 2008, maturato nell’ambito dello scontro con la cosca un tempo “consorella”, quella dei Gallace di Guardavalle. Il nuovo giudizio scaturisce dal parziale annullamento con rinvio disposto dalla Cassazione a febbraio 2016: in quella sentenza i giudici della suprema corte annullarono otto ergastoli e una condanna a trent’anni per l’omicidio e occultamento di cadavere di Stagno, confermando invece le condanne per l’omicidio Novella (tra le quali quella di Vincenzo Gallace, ritenuto a capo dell’omonima cosca).

Dunque, nelle udienze fissate a novembre saranno sottoposti a un nuovo giudizio Francesco Cristello, 48 anni (difeso dagli avvocati Gianluca Crusco e Giovanni Aricò); Rocco Cristello, 56 (avvocati Luca Ricci e Alfredo Gaito); Leonardo Prestia, 44 (avvocati Rocco Plateroti e Massimo Biffa); Sergio Sestito, 48 (avvocati Salvatore Staiano e Rosalba Canossi); Cristian Silvagna, 45 (Daniele Figini e Biffa); Massimiliano Zanchin, 43 (Fabio Federico e Valerio Vianello Accorretti); Francesco Elia, 44 (AntonioPorcelli e Aricò); Claudio Formica, 53 (avvocati Manuel Gabrielli e Giuseppe Del Sorbo); Domenico Tedesco, 35 (avvocati Staiano e Vincenzo Cicino). Gli imputati rispondono, a vario titolo, dell’uccisione di Rocco Stagno (il killer sarebbe stato Rocco Cristello) e dell’occultamento del suo cadavere che, stando alla ricostruzione degli inquirenti, sarebbe stato fatto sparire all’interno di una fossa scavata in un’area boschiva nei pressi di Bernate Ticino subito dopo la sua uccisione.

A fornire i dettagli sulle azioni della ’ndrangheta in Lombardia, e in particolare dello scontro che ha portato all’omicidio di Stagno, Antonio Tedesco e Novella, sono state le dichiarazioni dei collaboratori Michael Panajia (condannato a 16 anni proprio per il delitto del boss originario di Guardavalle) e Antonino Belnome. I due collaboratori hanno delineato i movimenti che gli esponenti delle ’ndrine guardavallesi e vibonesi avevano portato avanti al fine di controllare un territorio “appetitoso” come quello lombardo.

Il loro racconto ha anche aiutato gli inquirenti ad approfondire le aspirazioni di indipendenza rispetto alla Calabria che le locali costituite al nord cercavano di portare avanti, anche a costo di dover avviare una guerra di ’ndrangheta come, in effetti, è poi avvenuto, con ripercussioni sanguinose anche nel lembo di terra tra lo Jonio e il Tirreno e decine di morti ammazzati tra azionisti e boss veri o presunti.

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