Crotone

Federica quando uccise la madre non era in sé

Il gip dopo la perizia psichiatrica ha archiviato il procedimento a carico della 23enne: non è imputabile. Il 6 ottobre scorso la giovane in preda a un raptus soffocò la 48enne Giovanna Salerno

Federica quando uccise la madre non era in sè

Federica Manica

Federica Manica, quando uccise la madre, non era capace di intendere e di volere e per questo non era era e non è imputabile. Lo hanno scritto nero su bianco, la psichiatra incaricata dall’autorità giudiziaria e lo stesso Pm che ha chiesto ed ottenuto dal gip, l’archiviazione del procedimento nel confronti della 23enne che il 6 ottobre dello scorso anno ha soffocato con un sacchetto di plastica, fino ad ucciderla la madre 48enne: Giovanna Salerno. La perizia redatta dalla Consulente tecnica della Procura, la dottoressa Maria Chiarelli, ha stabilito infatti che Federica al momento dei fatti «si trovava per infermità in tale stato di mente da escludere la capacità di intendere e di volere». Una tesi fatta propria dal sostituto procuratore Luisiana Di Vittorio, titolare dell’indagine sul delitto, ma fin da subito sostenuta dagli avvocati Concetta Cirillo e Antonio De Cicco che hanno assistito la ragazza, arrestata dopo l’omicidio e poi su disposizione del gip, ricoverata (ai domiciliari) in una struttura sanitaria in grado di assisterla anche dal punto di vista psicologico.

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