Crotone

Mala depurazione, tre condanne

Emessa la sentenza del procedimento scaturito da un’inchiesta della Procura. Pene lievi per gli ex vertici di Soakro assolti da 7 capi d’imputazione su 10

Mala depurazione, tre condanne

Crotone - Tre condanne a 9 mesi di arresto ciascuno (anziché 9 mesi di reclusione come aveva chiesto il pm), per Sulla, Scutifero e Capozza ed una quarta condanna a 5 mesi (il pm che aveva chiesti 6 ma di reclusione), per Leone. Così ha deciso il giudice Edoardo D’Ambrosio che ha emesso la sentenza di primo grado del processo scaturito da un’inchiesta della Procura della Repubblica di Crotone, sul cattivo funzionamento del depuratore del capoluogo e di tutti gli altri impianti di depurazione gestiti fino al maggio 2013 da Soakro, società poi fallita.
Il giudice, che ha concesso a tutti i 4 imputati il beneficio della pena sospesa, ha giudicato l’ex presidente di Soakro Domenico Capozza (55 anni); l’ormai ex direttore generale, Francesco Antonio Sulla (48); il direttore tecnico Ettore Scutifero (46), e il responsabile depurazione della società ormai fallita, Giuseppe Leone (44). I quattro che sono stati difesi dall’avv. Francesco Laratta, mentre Sulla è difeso anche dall’avv. Leo Sulla, erano accusati in qualità di dirigenti e responsabili tecnici – all’epoca dei fatti contestati (fino al maggio 2013) – della società che gestiva il servizio idrico in 19 comuni e i depuratori in altri 6 comuni della provincia, di aver omesso (ciascuno per il proprio ruolo e responsabilità), di impedire lo smaltimento illecito dei fanghi prodotti dagli impianti di depurazione. I quattro per l’accusa, con la loro condotta omissiva avrebbero permesso che i fanghi si accumulassero nelle vasche di sedimentazione degli impianti per poi finire negli scarichi dei depuratori che sfociano spesso in fiumi o torrenti (nel caso della città di Crotone nel torrente Papaniciaro, e quindi in mare).
La Procura contestava anche il reato di getto pericoloso di cose: perchè non assicurando il corretto funzionamento degli impianti avrebbero con la loro condotta provocato un aumento della carica battereologica nelle acque dei torrenti o dei fiumi in cui sfociavano gli scarichi dei depuratori.
Il giudice D’Ambrosio ha riconosciuto i 4, colpevoli solo dei primi tre capi d’accusa e solo parzialmente, assolvendoli per gli altri: Sulla, Scutifero, Capozza e Leone, sono stati condannati per lo smaltimento illecito di fanghi relativo a 13 depuratori su 19 e di getto pericolo di cose solo per la gestione dell’impianto di Crotone. Sono stati invece assolti dalle accuse di inadempimento contrattuale e da sei capi d’imputazione relativi a violazioni dell’art. 137 del decreto legislativo 152/2006, in quanto queste fattispecie non sono più considerate dalle legge come reato. Il giudice D’Ambrosio ha infine condannato i quattro a risarcire il danno non patrimoniale a Legambiente, parte civile nel processo (assistita dall’avv. Rodolfo D’Ambrosio). (l. ab.)

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