Catanzaro

Bimbo di 11 mesi portato in elicottero al “Bambino Gesù”

Secondo caso in pochi giorni dopo quello della bimba caduta dal balcone e trasportata d’urgenza il 9 settembre con un aereo militare da Catanzaro a Fiumicino, e da lì all’ospedale pediatrico

Bimbo di 11 mesi portato in elicottero al “Bambino Gesù”

Dopo il caso della bimba caduta dal balcone e trasportata d’urgenza il 9 settembre con un aereo militare da Catanzaro a Fiumicino, e da lì all’ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma per essere operata all’occhio, leso da una scheggia del ramo che aveva attutito la caduta, ieri mattina un altro trasporto urgente al Bambino Gesù, questa volta con elicottero, ha evitato complicanze più gravi a un bimbo di soli undici mesi.

Il piccolo aveva inghiottito un oggetto metallico che si riteneva fosse una piccola spilla da balia chiusa. Trasportato d’urgenza al pronto soccorso dell’ospedale Pugliese di Catanzaro, è stato ricoverato momentaneamente in pediatria. Sono stati quindi coinvolti anche gli otorinolaringoiatri dell’Annunziata di Cosenza, che non hanno ritenuto di poter intervenire per mancanza della strumentazione adatta per un paziente così piccolo. Il bimbo è stato trasportato quindi in ambulanza all’eliporto del policlinico Mater Domini di Germaneto e da lì con l’elicottero al Bambino Gesù, dove la struttura di otorino pediatrica ha potuto estrarre il corpo estraneo ingerito, forse parte di un giocattolo, mediante fibrobroncoscopia. Il bimbo in serata era già fuori pericolo.

La vicenda ricorda per alcuni versi l’incidente occorso alcuni anni fa ad una bambina che aveva ingerito un fagiolo e che durante l’intervento di broncoscopia ha perso la vita.

Una procedura rischiosa, la fibrobroncoscopia in età pediatrica. Viceversa, se non vi è modo di attuarla e si deve ricorrere all’esterno, il paziente è costretto a sopportare viaggi in ambulanza altrettanto pericolosi in quanto un movimento brusco può smuovere il corpo estraneo e causare il soffocamento del paziente. Da qui la necessità che gli Hub calabresi intervengano con percorsi di addestramento e attrezzature idonee per evitare il ripetersi di casi analoghi, che seppur rari possono rivelarsi letali.

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