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Rissa nel centro di Limbadi, in cinque ai “domiciliari”

Alla base dello scontro una presunta truffa in famiglia

Rissa nel centro di Limbadi, in cinque ai “domiciliari”

È stata un rissa tra familiari quella scoppiata nel centro di Limbadi che ha coinvolto cinque persone tutti agli arresti domiciliari e che s’è conclusa con due feriti in ospedale, di cui uno di loro dimesso mentre l’altro dovrà essere sottoposto ad un intervento chirurgico. Sull’accaduto sono intervenuti i carabinieri che nel giro di pochi minuti sono riusciti ad identificare i responsabili e portarli in caserma. I responsabili, che hanno agito con bastoni e spranghe di ferro, sono stti pertanto dichiarati in stato di fermo. Il provvedimento cautelare è scattato per Giuseppe Acquilano e il figlio Saverio (entrambi portati all’ospedale Jazzolino) e difesi dall’avvocato Francesco Rombolà; nonché a carico di Francesco Acquilano (nipote di Giuseppe) ed i fratelli Saverio e Pantaleone Pelaia tutti difesi dall’avvocato Guido Contestabile. Comparsi ieri mattina davanti al gip per la convalida del fermo il giudice Lorenzo Barracco nei loro confronti è stata adottata una misura cautelare ai domiciliare per tutte le persone indagate. Sulla base di quanto accertato d parte dei carabinieri la rissa sarebbe scoppiata in via Savoia per via di una tentata truffa che sarebbe stata messa in atto all’interno della stessa famiglia.

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