Lamezia

L’ultimo saluto
a Francesco Pagliuso

Duro monito del presidente del Tribunale Brattoli: infame è chi lo ha ucciso e chi mette in dubbio la sua specchiata integrità morale. Mascaro: non bisogna abbassare i livelli di guardia. Bevilacqua critica l’assenza delle Istituzioni

L’ultimo saluto a Francesco Pagliuso

«Francesco Pagliuso è un avvocato di grandissimo spessore, una persona umanamente meravigliosa, un grande uomo, una persona affidabile, molto colta. Un avvocato giovane, che però ha fatto tante cose nelle vita, compresa l'esperienza nella guardia di finanza di cui andava molto fiero». È provato e commosso il presidente del Tribunale Bruno Brattoli, quando ieri pomeriggio prende la parola per porgere l'ultimo saluto a Francesco Pagliuso, l'avvocato ucciso martedì notte nel giardino della sua casa in via Marconi. (altro pezzo a pag. 21)

Due le riflessioni, molto forti, del presidente Brattoli. La prima è rivolta all'assassino che ha strappato alla vita il giovane penalista. «Chi ha ucciso Francesco è una persona disgraziata, vigliacca e ignobile, che probabilmente adesso è nascosta, ma non avrà scampo». La seconda riflessione è diretta ai lametini: «Io sono qui da 4 anni e ci resterò per altri quattro – afferma il presidente del Tribunale – voglio bene a questa città ma vi chiedo una cortesia: non voglio più sentire sussurri o chiacchiericci. Come infame è stato quello che ha ucciso Francesco, infame è chi pone in dubbio la sua specchiata integrità morale. Se tra di voi c'è qualcuno che ha questo pensiero deve fare i conti con la sua coscienza e con me. Nessuno deve permettersi di dire cose che non sono vere. Vedrete, il tempo mi darà ragione». Poi l'appello: «Desidero che la città collabori in tutti i modi. I magistrati di Catanzaro che stanno svolgendo le indagini hanno bisogno di voi».

Un monito molto duro, a cui fa eco quello del presidente del consiglio dell’Ordine degli avvocati Antonello Bevilacqua. Che però se la prende con le Istituzioni, assenti al funerale di Pagliuso. «È inconcepibile che ministri della Repubblica che decantano di essere stati avvocati non hanno mandato nemmeno un telegramma – stigmatizza Bevilacqua – oggi commemoriamo un padre, un marito, un fratello, ma soprattutto un avvocato che è morto svolgendo il suo lavoro».

Un appello a reagire arriva dal sindaco Paolo Mascaro: «Bisogna trovare la forza di reagire in una terra difficile, che necessita di attenzione. Non bisogna abbassare i livelli di guardia. Tanto si è fatto contro la criminalità, ma non basta; noi siamo la terra dei martiri della giustizia, della libertà e della legalità». Anche il sindaco di Soveria Mannelli Leonardo Sirianni ha preso la parola, manifestando la vicinanza alla famiglia Pagliuso. «La morte di Francesco lascia tutti attoniti. L’ho visto crescere e proferire negli studi e nella professione, non riesco ad aprire gli occhi dalla dura realtà».

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