cirò marina

Furbetti del cartellino, indagini al Comune

Dieci tra dipendenti e funzionari del Municipio di Cirò Marina sono indagati per truffa con l’accusa di aver fatto tutt’altro che servire il pubblico nei loro uffici in orario di lavoro.

Furbetti del cartellino, indagini al Comune

C’è stato chi dopo aver timbrato il badge di entrata al lavoro è uscito subito dopo dal palazzo comunale per fare commissioni e compere presso esercizi commerciali o presso il mercato rionale in compagnia del coniuge; chi invece in pieno orario di lavoro pur risultando presente era invece in un’autofficina a riparare l’autovettura in uso alla famiglia; un altro dipendente comunale a sua volta è stato visto tranquillamente passeggiare in auto per le vie della cittadina e c’è stato anche qualche suo collega che dopo aver timbrato il cartellino se n'è andato in campagna per occuparsi del proprio orto.
Sono alcuni dei comportamenti contestati dai carabinieri della Compagnia di Cirò Marina dieci tra dipendenti e funzionari comunali del Municipio di Cirò Marina, indagati per truffa con l’accusa di aver fatto tutt’altro che servire il pubblico nei loro uffici in orario di lavoro. Uffici disertati per occupazioni private secondo i militari dell’Arma coordinati dal maggiora Fabio Falco. A questi novelli “furbetti del cartellino” ieri mattina i Carabinieri del nucleo operativo della Compagnia di Cirò Marina hanno notificato, l’avviso di conclusione indagini emesso dalla Procura della Repubblica di Crotone, nell’ambito dell’inchiesta che li vede indagati per i truffa aggravata e continuata ai danni dell’ente pubblico. Le indagini, condotte dai Carabinieri e dirette dal sostituto procuratore Ivan Barlafante, hanno avuto inizio nel mese di gennaio scorso. I militari hanno tenuto sotto controllo diversi dipendenti comunali, notati in tutte le ore del giorno in giro per le vie cittadine ed anche fuori dal centro urbano, in orari tipicamente d’ufficio. I carabinieri hanno attuato pedinamenti, anche con l’uso di telecamere appositamente installate nei pressi degli ingressi comunali e nelle immediate vicinanze dell’apparecchio marca presenze, riuscendo ad avere conferma dei loro sospetti, sorprendo alcuni dipendenti intenti nelle più varie attività private durante l’orario di servizio, come commissioni e compere.

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