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Lupara bianca, manette al presunto boss Cannizzaro

Avrebbe fatto sparire nel 1996 il fotografo Gennaro Ventura. Lo inchiodano le dichiarazioni di due pentiti. I dettagli in una conferenza stampa di Procura Antimafia e polizia.

Lupara bianca, manette al presunto boss Cannizzaro

Il fotografo fu ucciso da Gennaro Pulice, killer agli ordini di Domenico Antonio Cannizzaro. Vent'anni fa Gennaro Ventura era carabiniere e fece arrestare a Tivoli, vicino Roma, il giovane Raffaele Rao per droga. Quest'ultimo fu pure condannato a 8 anni di carcere e si ammalò gravemente. Rao era cugino del boss Cannizzaro che volle vendicare l'"affronto" fatto dal carabiniere uccidendolo e facendone perdere ogni traccia.

  Il fotografo fu attirato in una trappola dal killer Pulice che lo uccise con un colpo di pistola alla testa e lo nascose in una vasca sotterranea per il mosto, poco fuori Lamezia. Era il dicembre 1996. I resti del giovane furono trovati per caso dopo 12 anni. Il caso fu riaperto ma subito archiviato per mancanza di prove.

   All'inizio di quest'anno Gennaro Pulice, dopo essere arrestato per mafia nell'operazione "Andromeda" contro il clan Iannazzo e Cannizzaro-Daponte, ha cominciato a collaborare con la giustizia. Agli inquirenti ha raccontato ogni particolare di quel caso di lupara bianca. Ieri l'arresto di Domenico Antonio Cannizzaro che si trova in carcere per reati di droga. La richiesta è arrivata dal sostituto procuratore di Catanzaro Elio Romano, condivisa dal Gip distrettuale Giovanna Gioia. Ad eseguire le indagini e l'arresto la Mobile di Catanzaro e il commissariato di polizia di Lamezia.

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