bombe a Crotone

E' un disoccupato
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Un disoccupato è stato arrestato dalla polizia a Crotone con l'accusa di essere il responsabile dell'esplosione di alcuni petardi contenuti in un borsone avvenuta il 3 luglio nel cortile del Comune. Il disoccupato ha ammesso di avere compiuto un'analoga intimidazione nel dicembre del 2011 contro Equitalia

comune crotone
Un disoccupato, Luca Alfì, di  33 anni, è stato arrestato  dalla polizia a Crotone con l'accusa di essere il responsabile dell'esplosione di alcuni petardi contenuti in un borsone avvenuta il 3 luglio nel cortile del Comune. Nei giorni scorsi era stato denunciato.
Alfì, identificato grazie alla telesorveglianza, ha detto di avere agito perché aveva chiesto inutilmente al Comune aiuto per trovare lavoro.
Il disoccupato ha ammesso di avere compiuto un'analoga intimidazione nel dicembre del 2011 contro Equitalia. (ANSA).

"Voglio complimentarmi con la Procura della Repubblica e con la Digos di Crotone, ringraziandoli per aver individuato l'autore degli attentati ai danni del Comune e dell'agenzia crotonese di Equitalia". Lo afferma il presidente della Regione, Giuseppe Scopelliti, in una dichiarazione resa nota dall'ufficio stampa della Giunta. "Ancora una volta - aggiunge - lo Stato ha dimostrato di essere presente ed attento a garantire la sicurezza dei cittadini calabresi. In questo momento c'é bisogno che la parte sana della società faccia squadra, senza lasciarsi prendere dallo sconforto, per affrontare la crisi ed aprire la fase del rilancio". (ANSA).

"Un plauso per la tempestività con cui la Digos di Crotone ha fatto luce, non solo sull'inquietante atto intimidatorio perpetrato ai danni del palazzo comunale a inizio mese, ma anche sull'analoga azione commessa contro la sede provinciale di Equitalia.". Lo afferma, in una nota, il segretario della Commissione regionale contro il fenomeno della 'ndrangheta, Salvatore Pacenza (Pdl) commentando l'operazione che ha permesso di individuare il 33enne crotonese responsabile delle azioni incendiarie commesse nel cortile interno del Comune e del petardo esploso davanti ad una vetrata della sede provinciale di Equitalia. "Non è più possibile consentire - sostiene Pacenza - che il malcontento e il disagio provocati dell'attuale situazione socio-economica vengano lasciati sfogare contro i presidi democratici dello Stato senza suscitare reazione alcuna nella società civile. In neanche una settimana è stato intercettato questo giovane individuo verso cui sento di dover comunque esprimere comprensione a livello umano per la difficile situazione che si trova a dover fronteggiare quotidianamente. La mancanza di un lavoro, una famiglia a carico e i conti da pagare a fine mese possono suggerire in un uomo reazioni psicologiche ed emotive cui, però, non bisogna fornire l'atto della concretezza, abbandonandosi a gesti estremi". (ANSA).

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