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L'ex vicesindaco di Parghelia Francesco Crigna è tra gli amministratori pubblici indagati in stato di libertà nell'inchiesta che ha portato all'esecuzione di 23 fermi contro la cosca Mancuso. Secondo l'accusa sarebbe stato in stretto contatto con esponenti della famiglia Il Grande. Perquisizioni anche a carico di ex amministratori del Comune di Briatico

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Numerose perquisizioni, anche a carico di ex amministratori del Comune di Briatico - che risultano indagati in stato di libertà - sono state eseguite nell'ambito dell'operazione "Costa pulita" che stamani ha portato al fermo di 23 presunti affiliati alla cosca Mancuso ed a consorterie collegate operanti nel vibonese. L'indagine, che ha lambito anche contesti politici di passate amministrazioni del comune di Parghelia, ha avuto specifico riferimento alle risultanze dell'accesso antimafia compiuto nel Comune di Briatico, poi sciolto per mafia nel 2012. Nello stesso, inoltre, le indagini avrebbero documentato anche propositi di ritorsione, attuati nel 2011 mediante lettera minatoria, contro un giornalista molto noto in provincia, autore di articoli sulla mala gestione del municipio. I dettagli dell'operazione saranno resi noti in una conferenza stampa alla quale parteciperanno i magistrati e gli inquirenti, prevista per le 11 nella Prefettura di Catanzaro.

L'ex vicesindaco di Parghelia Francesco Crigna è tra gli amministratori pubblici indagati in stato di libertà nell'inchiesta che stamani ha portato all'esecuzione di 23 fermi contro la cosca Mancuso. Secondo l'accusa sarebbe stato in stretto contatto con esponenti della famiglia Il Grande, referenti in quel comune di Mancuso. Dalle indagini sarebbe emerso che le imprese edili e di movimento terra facenti capo alla cosca, dopo l'alluvione che ha colpito il piccolo centro del vibonese nel febbraio-marzo 2011 sono state affidatarie in via quasi esclusiva di una serie di lavori per il ripristino di strade e dell'alveo di torrenti. Lavori che secondo l'accusa, spesso sarebbero stati assegnati indebitamente con una procedura di "somma urgenza". Crigna, inoltre, avrebbe attestato falsamente in favore di un componente la cosca, il possesso dei requisiti necessari all'assegnazione di un alloggio da parte dell'Aterp di Vibo. La famiglia Il Grande, in cambio dei favori ricevuti, si sarebbe impegnata a reperire voti per Crigna e altri suoi alleati politici in occasione delle consultazioni elettorali. (AA)

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