Crotone

Energopoli, avviso di conclusione indagini nullo e atti al pm

Lo ha deciso il gup nell’ambito dell’inchiesta sulla presunta maxitruffa sul contratto di programma per Scandale

Energopoli, avviso di conclusione indagini nullo e atti al pm

Il capo d’imputazione riferito all’associazione per delinquere è diverso rispetto alla primaria contestazione e, di conseguenza, l’avviso di conclusione delle indagini preliminari è nullo e gli atti devono essere restituiti al pubblico ministero. È la decisione del giudice dell’udienza preliminare di Crotone, Vladimiro Gloria, in riferimento al procedimento penale scaturito dall’inchiesta denominata “Energopoli” su una presunta maxitruffa che sarebbe stata messa a segno sui fondi del contratto di programma per Scandale. Nella scorsa udienza l’avvocato Angela Mascaro aveva fatto presente al giudice che il capo d’iputazione era troppo generico e che bisognava individuare i ruoli dei singoli imputati. Il pubblico ministero, a questo punto, invece di integrare il capo d’imputazione, lo avrebbe cambiato completamente. Da qui l’eccezione dell’avvocato Mascaro, accolta dal giudice per le udienze preliminari. L’inchiesta condotta dagli investigatori del Nucleo di Polizia tributaria della Guardia di Finanza di Crotone trae origine dal mai realizzato contratto di programma per Scandale che, agli inizi degli anni 2000, prevedeva insieme alla centrale a turbogas la nascita di altre attività economiche inserite in una filiera agroenergetica, che avrebbero dovuto creare 300 posti di lavoro. Il procedimento vede imputati l’imprenditore Aldo Bonaldi (56 anni, nato a Soresina nel Cremonese, residente nel Principato di Monaco); Roberto Baroni (62 anni, nativo di Pavia e residente a Tunisi), collaboratore, secondo gli inquirenti, di Bonaldi; Giuseppe Carchivi (53 anni, di Isola Capo Rizzuto ma residente nel Senese); Roberto Mercuri (44 anni, di Lamezia Terme ma residente a Milano); Annunziato Scordo (69 anni, di Bovalino ma residente a Catanzaro); Michelangelo Marinelli (44 anni di Modena); Corrado Ciccolella (59 anni di Molfetta); Alessandro Argentini (55 anni di Torino); Francesco Graziani (71 anni, di Crotone); Giuseppe Laratta (48 anni, di Crotone); Andrea Gobbi (60 anni di Milano). Associazione a delinquere, truffa aggravata, malversazione nei confronti dello Stato, riciclaggio, ricettazione, concorso in bancarotta fraudolenta: questi i reati contestati a vario titolo. Del collegio difensivo fanno parte gli avvocati Giancarlo Pittelli, Angela Mascaro, Enzo Galeota, Sergio Rotundo, Salvatore Iannotta, Giovanni Staglianò, Dario Gareri e Barbara Ventura.

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