Zagarise

Dopo oltre tre anni dal delitto incastrato il presunto autore

Il forestale assassinato nel luglio 2012 a Zagarise. Fermato Antonio Verrino, pensionato di 75 anniRiteneva la vittima responsabile di furti di bestiame

Dopo oltre tre anni dal delitto incastrato il presunto autore

Tre anni e otto mesi dopo il delitto di Michele Mustara, l’operaio forestale ferito a colpi di pistola il 18 luglio 2012, in località Piccoli, sulla strada provinciale che collega Zagarise a Magisano, nella Presila Catanzarese, e morto dopo due giorni di ricovero nel reparto di terapia intensiva dell’ospedale “Pugliese” di Catanzaro, i carabinieri ritengono di avere chiuso il caso con l’individuazione dell’autore del delitto.

La svolta a conclusione di un’indagine complessa, lunga, che, però, ha dato i suoi frutti. I carabinieri della Compagnia di Sellia Marina, insieme ai colleghi della Stazione di Zagarise, hanno, infatti, tratto in arresto il presunto omicida. Si tratta di Antonio Verrino, 75 anni, pensionato, finito nel carcere di Siano di Catanzaro con l’accusa di omicidio aggravato e porto abusivo di arma da fuoco. Una svolta possibile grazie alle indagini meticolose compiute dai militari dell’Arma diretti dal capitano Umberto Gallucci, partite immediatamente dopo l’agguato a Mustara, contro cui furono esplosi sei colpi di arma da fuoco, cinque dei quali andati a segno, e che costarono la vita all’operaio morto dopo due giorni di agonia nell’ospedale di Catanzaro. Una volta incastrato dalle indagini, Antonio Verrino ha sostenuto di avere ucciso Mustara ritenendolo l’autore di alcuni furti di bestiame che il primo avrebbe subito e riferendo anche di un debito di cinquemila euro che lo stesso Mustara non avrebbe mai onorato. I due fatti, però, non hanno trovato alcun riscontro.

L’attività investigativa è iniziata con un’attenta analisi del luogo in cui venne ritrovato Mustara, una piazzola di sosta della strada provinciale. Quindi sono state acquisite testimonianze e immagini di alcune telecamere della zona che hanno permesso di circoscrivere una serie di elementi utili. A segnare la svolta definitiva è stato, però, il ritrovamento dell’arma usata per il delitto.

Quando i sospetti si sono concentrati su Verrino, infatti, i carabinieri hanno effettuato una perquisizione domiciliare. L’uomo, bloccato mentre si trovava in campagna, portava con sé una Velodog calibro 5,75 millimetri, che è stata affidata agli specialisti del Ris di Messina che hanno riscontrato la “identità balistica” con i proiettili estratti dal corpo dalla vittima.

La perquisizione domiciliare ha poi fornito ulteriori elementi. In una nicchia del contatore dell’energia elettrica, sono state trovate decine di munizioni e tre lettere anonime, due dattiloscritte e una manoscritta, rivolte a Verrino e con espliciti riferimenti all’omicidio di Mustara. Trovato anche un elenco di persone verso i quali Verrino nutriva forti risentimenti e sospetti.

L’ordinanza di custodia cautelare in carcere è stata emessa dalla sezione Gip-Gup del Tribunale di Catanzaro, a firma del giudice Giuseppe Perri, su richiesta del pubblico ministero Domenico Assumma, che ha sposato in pieno la ricostruzione dei carabinieri della Compagnia di Sellia Marina.

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