Vibo

Dipendenti della Provincia bloccati dalla Polizia

Il pullman diretto a Mormanno per raggiungere il presidente del Consiglio Matteo Renzi fermato all’altezza di Tarsia. La denuncia: siamo stati trattati come dei terroristi ma per fortuna alla fine abbiamo incontrato Delrio

Dipendenti della Provincia bloccati dalla Polizia

Bloccati al confine come rifugiati, come ospiti non graditi di un Paese deciso a rimandarli indietro. Allo stesso modo sono stati trattati i dipendenti della Provincia, che avevano deciso di raggiungere il premier Matteo Renzi, in visita ieri in Calabria, a Mormanno, per palesare il loro stato di disagio. Doveva essere una trasferta senza sorprese, la loro, a bordo di un pullman che avrebbe dovuto accompagnarli fino a destinazione. Ma il viaggio ha preso da subito una piega strana. I lavoratori, con quattro mensilità maturate e non percepite, sono stati fermati all’altezza di Tarsia da una pattuglia della Polizia stradale. Gli agenti hanno intimato l’alt all’autista del mezzo e decretato la fine del viaggio. Sul mezzo i lavoratori avevano riposto un bagaglio carico di belle speranze, andate in fumo in pochi veloci attimi di intransigenza.

Le disposizioni, secondo quanto hanno riferito, sarebbero state chiare: nessuno avrebbe dovuto permettere al pullman dei provinciali di proseguire. Un “ordine” a cui non si sono piegati i dipendenti, che hanno deciso di darsi un nome lungo la piazzola di sosta dell’A3 dinnanzi alle macchine in corsa poco distanti. Il manifesto identificativo dei lavoratori è stato affisso lungo la carreggiata. «Questo non è uno Stato democratico, vogliono far passare che la Calabria sta rinascendo: tutti devono sapere che non è cosi». Un commento rilasciato a caldo, in cui dentro ci è stato messo un anno di lotte e proteste. Digos di Vibo e Questura di Cosenza si sono allora messe in contatto, per permettere ai lavoratori di rimettersi in viaggio, ma con delle condizioni ben precise. A bordo del pullman è salito infatti un commissario della Polizia, che ha indicato all’autista la rotta su cui procedere; dietro una pattuglia di scorta a seguire chilometro dopo chilometro la corsa. «Scortati come terroristi, ci sentiamo mortificati». Guardati a vista, i lavoratori hanno raggiunto, su intercessione del questore cosentino, la piazza in cui era atteso il premier. Un posto speciale è stato loro riservato e nel trambusto generale qualcuno è riuscito a lanciare in differita un appello alle istituzioni locali: «Chiediamo un intervento forte, politico, affinché la Provincia possa, mediante l'applicazione della legge, iniziare un nuovo percorso quale Ente di Area vasta». Parole non rimaste nel vuoto. Dopo tante peripezie, i lavoratori sono infatti riusciti ad incontrare, proprio a Cosenza, il ministro Graziano Delrio, insieme a Luca Lotti, Ernesto Carbone ed Ernesto Magorno. Una delegazione di lavoratori composta da Carmela Valia, Caterina Gambino, Luigi Colaci e Cristian Vardaro, ha rappresentato al ministro lo stato dell'Ente. «Delrio – ha spiegato la Valia – ha riacceso in noi la speranza», perché delle aperture sono state date. Il ministro ha garantito che presto arriveranno alla Provincia i trasferimenti statali attesi dal 2015, somme che permetteranno di corrispondere i compensi dovuti. La delegazione ha poi chiesto al ministro una rinegoziazione dei mutui, di modo che si possano risollevare le sorti dell'Ente. Un documento contabile dovrà, pertanto, essere spedito al ministero, che valuterà l'accoglimento della richiesta. «È stata una giornata di sofferenza – ha aggiunto per tutti la Valia – ma anche una giornata di speranza. Abbiamo riscontrato un'apertura nei nostri confronti inedita, che mai a livello regionale o locale ci era stata mostrata prima. Per la prima volta otteniamo delle risposte, e questo grazie ai nostri soli sforzi. Sentiamo di dover ringraziare per la bontà istituzionale il ministro e gli onorevoli che ci hanno ascoltato e ricevuto».

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