Catanzaro

Protocollo di legalità
in appalti pubblici

Sottoscritto tra la Prefettura e dieci sindaci e rappresentanti di altrettanti Comuni della provincia per prevenire le infiltrazioni della criminalità organizzata

Protocollo di legalità in appalti pubblici

n protocollo di legalità per la prevenzione dei tentativi di infiltrazione della criminalità organizzata nel settore degli appalti pubblici è stato sottoscritto tra la Prefettura di Catanzaro e dieci sindaci e rappresentanti di altrettanti Comuni della provincia. Si tratta della prosecuzione di un protocollo che era già stato firmato con altri 18 Comuni. "La firma di oggi - ha sostenuto il prefetto Luisa Latella - è molto importante perché significa che l'intesa non si è fermata e si estende". Il documento introduce un sistema di certificazione antimafia che riguarderà non solo le aziende vincitrici di grandi appalti, ma anche quelle che si occuperanno di lavori di minore entità economica per i quali la legge non prevede certificazioni antimafia. "Oggi, purtroppo, i Comuni - ha detto ancora il prefetto Latella - non hanno appalti di alto valore. E quelli che hanno sono sempre piuttosto piccoli. È su questi che si gioca poi la credibilità delle istituzioni. Per questo noi li aiuteremo ad ottenere la certificazione". Degli 80 comuni della provincia di Catanzaro, il 40% circa ha già sottoscritto il protocollo di legalità. "Alla firma di oggi - ha proseguito il prefetto - molti degli amministratori presenti sono commissari prefettizi. Quello che conta, però, è che lasceranno all'amministrazione che andrà ad insediarsi un'eredità che gli organi ordinari di gestione dell'ente locale dovranno impegnarsi a mantenere". Il prefetto Latella, inoltre, ha descritto ai sindaci il nuovo sistema ministeriale che sarà attivo a breve sul quale ogni amministrazione fornita di pin potrà accedere, inserendo il nome dell'azienda per verificarne la certificazione. "Si tratta - ha concluso il Prefetto - di uno strumento fondamentale di prevenzione, se ben utilizzato e se fondato su elementi concreti ed attuali, per consentire di evitare infiltrazioni mafiose".

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