Vibo

Speleologi nelle vecchie cloache

La Protezione civile sotto le direttive di Carlo Tansi avvia il monitoraggio degli antichi canali di scolo. L’obiettivo è mappare tutta la rete sotterranea che risale al 1800

Speleologi nelle vecchie cloache

Il maltempo non frena l’azione della Protezione civile regionale che ieri mattina ha avviato il lavoro di ricognizione nel reticolo di canaloni (presumibilmente di epoca borbonica) sotterranei che solcano la città e che negli ultimi anni hanno provocato in diversi punti delle vere e proprie voragini mettendo a rischio, in alcuni casi, pure la stabilità di interi palazzi.

Quanto accaduto a metà gennaio in via Carlo Parisi, con la strada inghiottita nelle viscere della terra e un fabbricato sgomberato a scopo precauzionale, purtroppo potrebbe ripetersi da un momento all’altro e nei luoghi più impensati. Allo scopo di mettere in atto una vera e propria azione di prevenzione la Protezione civile, sotto le direttive del responsabile Carlo Tansi, ha avviato un monitoraggio finalizzato alla mappatura di tutte le vecchie cloache esistenti nel sottosuolo della città.

Un lavoro destinato ad andare avanti per settimane, forse per mesi. Attualmente il capo della Protezione civile lavora seguendo una mappa del 1870 che sovrapponendola alle cartografie più recenti cerca di individuare i percorsi dei vecchi canaloni dentro i quali viaggiano da sempre acque bianche e nere creando enormi volumi d’acqua nel sottosuolo.

Ieri la Protezione civile s’è presentata con sei speleologi al seguito che si sono calati nelle vecchie volte attraverso un tombino di viale Matteotti e, alternandosi tra loro sotto una pioggia battente, hanno percorso lunghi tratti di tunnel di cui alcuni che portano nella zona alta della città e altri che scendono verso valle, fino ad arrivare nei pressi dove di recente si è verificata la grande voragine.

Nel corso dell’ispezione è stato riscontrato che alcuni dei canali scandagliati erano completamente asciutti, mentre altri si sono presentati come dei veri e propri fiumi in piena. Gli speleologi hanno inoltre riscontrato che all’interno delle cavità in passato si sono verificati dei crolli che con il tempo hanno portato a cambiare il corso delle acque e ciò ha rappresentato una delle cause principali che ha determinato la creazione di grandi voragini che in passato si sono aperte in diversi punti della città. Negli ultimi venticinque anni si sono registrati all’incirca otto cedimenti e quasi tutti sulla stessa direttrice di un unico canalone di cui si ha certezza solo per via dell’antica mappa.

Lo studio della Protezione civile appena ultimato sarà messo a disposizione del Comune che, successivamente, potrà avviare un progetto ed eventualmente procedere alla ristrutturazione del vecchio reticolato.

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