Vibo Valentia

«Così morì abbandonato dal nipote»

Approda davanti alla Corte di Assise il processo a carico di Carlo Felice Crispo Basile

La pubblica accusa: il decesso causato da un grave deperimento organico

«Così morì abbandonato dal nipote»

Sono capi di imputazione piuttosto gravi quelli che ieri davanti alla Corte di Assise di Catanzaro, in genere sede di procedimenti per omicidi e stragi di mafia, hanno dato il via ad un processo per abbandono di un incapace poi deceduto e falsità in scrittura privata. Una vicenda sconcertante che tocca la sfera della morale e lascia sgomenti quanti semplicemente si soffermano sulle accuse formulate dalla Procura della Repubblica.

A finire sul banco degli imputati Carlo Felice Basile Crispo, 52 anni, difeso dagli avvocati Francesco De Luca e Aldo Casalinuovo.

I fatti contestati risalgono a cinque anni fa quando Michele Famulari (classe 1921) di Rombiolo e zio dell’imputato è deceduto all’ospedale Jazzolino perchè ridotto in uno stato di grave deperimento organico. L’anziano in ospedale ci era arrivato qualche giorno prima in condizioni pietose. I sanitari al momento del ricovero, avvenuto il 19 gennaio 2009, gli avevano riscontrato «uno stato di grave anemia con shock ipovolemico da stato di disidratazione».

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