Nel Soveratese

Si distingue nel "parkour" e i bulli lo picchiano

Uno dei giovanissimi atleti urbani è stato accerchiato da sei ragazzini, due 14enni più altri ancora più piccoli

Si distingue nel "parkour" e i bulli lo picchiano

Preso di mira probabilmente solo perché agile e bravo nel cimentarsi in una delle discipline urbane più recenti e spettacolari, il “parkour”; preso di mira a soli 12 anni da un gruppetto di ragazzini della sua età, probabilmente appartenenti allo stesso giro di amici.

È un possibile caso di bullismo quello accaduto in un centro del comprensorio soveratese, dove per mesi uno studente delle scuole medie e alcuni suoi amici hanno sopportato quelle che in un primo momento sembravano soltanto delle prese in giro un po’ pesanti, come tante volte accade a quell’età, da parte di un gruppetto cosiddetto “antagonista”.

Stando a quanto denunciato ai carabinieri, però, a un certo punto si sarebbe andati ben oltre le semplici parole e a testimoniarlo c’è anche un referto ospedaliero relativo a una delle vittime delle attenzioni subite dal gruppetto.

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Il parkour, abbreviato in Pk, è una disciplina metropolitana nata in Francia agli inizi degli anni ‘90. Consiste nell’eseguire un percorso, superando qualsiasi ostacolo con la maggior efficienza di movimento possibile, adattando il proprio corpo all’ambiente circostante, naturale o urbano, attraverso volteggi, salti, equilibrio, scalate, arrampicate. I primi termini utilizzati per questa forma di allenamento furono “arte dello spostamento” (art du déplacement) e “percorso” (parcours). I praticanti sono chiamati tracciatori (traceurs), o tracciatrici (traceuses) al femminile (da Wikipedia).

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