Vibo Valentia

Omicidio Di Leo, il presunto killer resta in cella

Convalidato il fermo di Francesco Fortuna. Sull’agguato teso nel luglio 2004 fatta luce dopo 12 anni: determinante il Dna

Omicidio Di Leo, il presunto killer resta in cella

Resta in carcere Francesco Salvatore Fortuna, 35 anni di Sant’Onofrio. Il gip Ana Rombolà, infatti, ha convalidato il fermo e disposto la misura cautelare in carcere. Al contempo ha dichiarato la sua incompatibilità territoriale e disposto la trasmissione degli atti alla Procura distrettuale.

Fortuna, comunque, non si è avvalso della facoltà di non rispondere. Al contrario, davanti al gip che lo ha sentito per rogatoria, ha parlato e risposto cercando di chiarire alcuni punti della grave vicenda che lo vede coinvolto.

A carico del 35enne, ritenuto dagli inquirenti organico e con ruolo non certo secondario, al clan Bonavota la Dda ha mosso la pesante accusa di concorso in omicidio aggravato dal metodo mafioso, compiuto nel luglio 2004 ai danni di Domenico Di Leo (noto come Micu ‘i Catalano) e in particolare di aver premeditato e pianificato nei minimi dettagli, insieme ad altre persone da identificare, il delitto.

L'approfondimento nell'edizione in edicola

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Gazzetta del Sud online

Caratteri rimanenti: 400

Le altre notizie

i più letti di oggi