Intervista immaginaria

Pitagora: Juric ha risolto il Teorema

Di pitagorici parliamo e allora chi meglio del filosofo di Crotone per commentare questo exploit.

E quanti discepoli ha... Martella!

Pitagora: Juric ha risolto il Teorema

Ci sono sogni che non ti stancheresti mai di vivere, notti in cui allontaneresti il risveglio perché la fantasia supera di gran lunga la realtà e ti tiene indissolubilmente legato a lei. E perché tutto diventa possibile. La favola del Crotone è questo. Una meravigliosa avventura in cui si intrecciano verità inconfutabili e desideri irrefrenabili proiettati verso l’inarrivabile. Una pellicola dove la fantasia è assoluta protagonista perché l’impresa dei pitagorici sembra davvero appartenere al mondo dell’imperscrutabile. E allora giochiamo un po’ con questo primato e proprio con la fantasia, anche per allentare la tensione... Di pitagorici parliamo e allora chi meglio di Pitagora per commentare questo exploit. Lui il filosofo-matematico che a Crotone intorno al 530 a.C. visse e comunicò i suoi insegnamenti.

Allora, maestro, ha visto che scalata la squadra di Juric?

«Ho sempre saputo che in quella terra ci sono uomini di sostanza. Secondo voi perché ai miei tempi scelsi Crotone per andarci a vivere, dopo che fui costretto a lasciare la mia Samo. Capii subito che era la scelta giusta, ai primi discorsi nel sinedrio vidi gli occhi dei crotonesi illuminarsi. Così come quelli che vengono dalla Pannonia, come Juric e Budimir. Persone silenziose, ma fanno i fatti: volete un aforisma? L’inizio della saggezza è il silenzio. Questa è gente intelligente, i teoremi li capiscono al volo».

Ah giusto... Lei è quello del famoso Teorema. Cateti dal greco “Kathiénai” (“manda giù”) inteso come linea perpendicolare e ipotenusa da Hupo (“sotto”) e teinein (“tendere”). E tutto sommato le geometrie nel 3-4-3 di Juric non sono mica lontane dalle sue dimostrazioni matematiche. Il quadrato costruito sull’ipotenusa è equivalente alla somma dei quadrati costruiti sui cateti. È un po’ come dire che le reti di Budimir sono equivalenti alla somma del lavoro di difensori e centrocampisti?

«Con un po’ di fantasia è così, però ho l’impressione che lei abbia qualche problema. Si faccia vedere, ma da uno bravo. A me comunque piace la matematica, non la fantasia. E le dico che le diagonali e le sovrapposizioni il Crotone le fa alla grande. Così come quel Ricci che scala sul portatore di palla è un teorema risolto».

Suvvia lo confessi: è vero, come si dice, che il teorema lei lo copiò dai babilonesi?

«Siete i soliti giornalisti, con questo venticello della calunnia. Io non so se i babilonesi ci avevano pensato, so solo che le dimostrazioni di quel teorema mi sono costate notti intere di studio. Come fa Juric con gli avversari, studiati ore e ore. Solo così si arriva al successo».

A proposito. Lei aveva un allievo prediletto, tale Zalmoxi, a cui insegnò la scienza dei corpi celesti e la teurgia. Anche Juric ha avuto un maestro, Giampiero Gasperini.

«Zalmoxi... che ricordi. Beh era davvero bravo, apprendeva tutto in pochissimo tempo. Ma devo dire che Juric mi pare sveglio alla stessa maniera, anzi mi ricorda proprio il mio protetto. Che sia la trasmigrazione dell’anima di Zalmoxi? Io lo dico da tempo che funziona così! Ma andiamo oltre: i maestri sono fondamentali ma poi tu devi metterci del tuo. Ecco Juric ha preso il meglio di Gasperini, avendoci lavorato per anni assieme, ma è stato capace anche di inserire elementi nuovi. Nel Crotone ci sono aspetti comuni alle squadre di Montella o alla Fiorentina di sto portoghese, com’é che si chiama? Paulo Sousa mi pare. Ma da quando i portoghesi sono filosofi, non erano naviganti?

Maestro non divaghi, stiamo parlando di calcio.

«Di calcio? E cosa vuole che io ne capisca. Certo che sia Crotone che Fiorentina mettono una gran pressione».

Lei ha sempre chiesto ai suoi discepoli di tenere segreti i suoi insegnamenti. Perché?

«Veda la mia scuola pitagorica di filosofia, matematica, scienze è un po’ come il calcio. Tutto ciò che accade deve rimanere nello spogliatoio, perché altrimenti il giocattolo si rompe. A me accadde questo: mi cacciarono per le troppe chiacchiere, si era sparsa la voce che la mia era diventata una setta. Il presidente Vrenna e Juric sapranno evitarlo».

Chi è il nuovo Pitagora?

«Non ho dubbi, Martella con quella barba sembra un filosofo. E in campo predica bene, ha già tantissimi discepoli. A Milano ne ho visti 5000».

Maestro un ultimo augurio a questo Crotone.

«Una lettera sola: A, come Alfa e che sia solo l’inizio...».

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Chi era

È stato filosofo greco antico, matematico, taumaturgo, astronomo, fondatore a Crotone nel 530 a.C. di una scuola a lui intitolata, nel cui ambito si svilupparono le conoscenze matematiche e le sue applicazioni come il noto teorema. Il suo pensiero ha avuto importanza per lo sviluppo della scienza occidentale, perché ha intuito per primo l’efficacia della matematica per descrivere il mondo.

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