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Strage di Filandari,
le condanne in appello

Due condanne all'ergastolo confermate ed altre due pene rideterminate.

tribunale catanzaro

Due condanne all'ergastolo confermate ed altre due pene rideterminate. E' la sentenza del secondo processo d'appello per i 4 imputati della strage della masseria di Filandari in cui, nel 2010, furono uccisi Domenico Fontana ed i figli Pasquale, Pietro, Emilio e Giovanni. I giudici hanno confermato l'ergastolo per i fratelli Ercole e Francesco Saverio Vangeli ed hanno ridotto a 13 anni (15 in primo grado) le condanne per Pietro Vangeli e per il cognato Gianni Mazzitello. (A.A.)

La sentenza è stata emessa al termine di una camera di consiglio durata alcune ore. I giudici hanno accolto le richieste della Procura generale e dei legali di parte civile, gli avvocati Giuseppe Bagnato e Nicola Cantafora. Nel corso del processo i legali dei quattro imputati, gli avvocati Nicola Riso, Domenico Talotta, Valerio Mangone e Giancarlo Pittelli, hanno puntato la loro difesa sull'assenza delle aggravanti della premeditazione, dei futili motivi e sul riconoscimento dell'attenuante della provocazione. La sentenza di primo grado, emessa il 4 giugno del 2012 dal giudice di Vibo Valentia, aveva visto la condanna all'ergastolo per Ercole Vangeli ed il fratello Francesco Saverio e due condanne a 15 anni e 2 mesi per Pietro Vangeli, figlio di Francesco Saverio, e Gianni Mazzitello, genero di Pietro Vangeli. Il primo processo d'appello, conclusosi nel giugno del 2013, aveva confermato le condanne di primo grado. Successivamente la Corte di Cassazione, nel febbraio scorso, riconoscendo la provocazione, aveva annullato con rinvio la sentenza di secondo grado, disponendo un nuovo processo d'appello. La strage fu portata a termine la sera del 27 dicembre 2010 nella masseria delle vittime. Secondo la ricostruzione fatta all'epoca dalla Procura della Repubblica di Vibo Valentia, Ercole Vangeli e gli altri tre attesero l'arrivo delle vittime e quando i componenti la famiglia Fontana arrivarono alla masseria cominciarono a sparare. Nello spiazzo antistante la struttura furono uccisi Domenico Fontana ed i figli Pietro e Giovanni. All'interno del locale, invece, furono assassinati Emilio e Pasquale Fontana. Secondo l'accusa la strage fu pianificata il giorno di Natale precedente quando la famiglia Vangeli si ritrovò a casa per la festa. Gli imputati, sin dal primo momento, hanno sostenuto di avere agito per "punire" Domenico Fontana ed i figli per una serie di soprusi compiuti ai danni della famiglia Vangeli in relazione a contrasti in materia di pascolo e delimitazione di confini di terreni. (ANSA).

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