Lamezia

Bancarotta, Caruso indagata, aziende di famiglia sott’accusa

Inchiesta a Lamezia su consigliera comunale di Forza Italia. Il pm chiede l’interdizione dall’attività imprenditoriale. Coinvolti il marito Cristaudo, due fratelli e la cognata

Chiesto rinvio a giudizio per consigliere Caruso

Bancarotta fraudolenta. Questa l’accusa contro i componenti di un’impresa familiare lametina tra i quali c’è Carolina Caruso, consigliere comunale di Forza Italia. Per lei ed alcuni suoi familiari c’è la richiesta dell’interdizione dall’attività imprenditoriale e di sequestro preventivo di beni per circa 1,6 milioni, da parte del pubblico ministero Santo Melidona al Gip del Tribunale di Lamezia Terme. Nessuna connessione, secondo gli inquirenti, tra l’attività aziendale di Carolina Caruso e la sua carica di consigliere che continua dal 2010 sempre fedelissima a Forza Italia. Giuseppe Cristaudo, marito della consigliera, i fratelli Anna Maria e Antonio Caruso, e Antonella Vitiello moglie di quest’ultimo, sono accusati oltre che della bancarotta anche di peculato e riciclaggio. In sostanza i protagonisti delle aziende di famiglia Caruso Group e Automatic Games, specializzate nella fabbricazione e gestione di slot machine e videogames, secondo gli inquirenti dopo il fallimento hanno nascosto i soldi in cassa non lasciando praticamente nulla ai creditori. Così sostengono i finanzieri del Nucleo di polizia tributaria di Catanzaro che hanno indagato sull’impresa.

Caruso Group e Automatic Games sono due aziende di giochi elettronici lametine finite nel mirino della procura e delle Fiamme gialle.   Sott’accusa sono amministratori e soci: Carolina Caruso, consigliere comunale di Forza Italia a Lamezia, il marito Giuseppe Cristaudo, i fratelli Anna Maria e Antonio Pietro, la moglie di quest’ultimo Antonella Vitiello, tutti accusati di bancarotta fraudolenta.  Le aziende fallite sarebbero state «svuotate” dei soldi in cassa, trasferiti attraverso diversi assegni su conti bancari personali di soci e amministratori.  Gli inquirenti non mettono in relazione il lavoro d’impresa di Carolina Caruso con la sua attività politica che continua dal 2010.

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