Catanzaro

Finisce al Tdl il ricorso di Giuseppe e Fabio Gatto

I due noti imprenditori destinatari di un provvedimento nell’ambito dell’inchiesta sull'appalto per il Tribunale

Finisce al Tdl il ricorso Giuseppe e Fabio Gatto

Quel sequestro sarebbe privo di presupposti: finisce all’esame del Tdl il ricorso presentato dalla difesa di Giuseppe e Fabio Gatto, i due noti imprenditori catanzaresi destinatari di un provvedimento chiesto e ottenuto dalla Procura di Catanzaro nell’ambito dell’inchiesta sull'appalto dei lavori per il secondo lotto del Palazzo di Giustizia di via Argento. Sotto chiave sono finiti beni per circa 1 milione di euro. Ma attraverso l’avvocato Francesco Gambardella, i vertici della “Gatto Costruzioni” hanno sollevato contestazioni sia di forma che di sostanza. Durante l'udienza di stamattina sono state illustrate le ragioni delle parti. Spetterà adesso al Tribunale del Riesame esprimersi sulla legittimità del provvedimento eseguito dalla Guardia di Finanza lo scorso 30 ottobre. I tempi del verdetto non dovrebbero essere brevissimi: si ipotizza circa una settimana d’attesa.
I pm Fabiana Rapino e Alessandro Prontera contestano, a vario titolo, i reati di truffa, turbata libertà degli incanti, falso ideologico, inadempimento di contratti di pubbliche forniture e abuso d’ufficio. Sott’accusa - oltre ai fratelli Gatto - tre componenti della commissione di gara, Giovanni Ciampa, Biagio Cantisani e Luigi Franco, il presidente del consiglio d’amministrazione e l’amministratore di fatto della “Cooperativa costruzioni calabresi” Michele Fusca e Ilario Morelli (entrambi vibonesi) e il dirigente del Servizio vigilanza e controllo opere pubbliche della Regione Massimo Nisticò.
Nodo centrale dell’indagine è l’aggiudicazione alla “Gatto Costruzioni” dell’appalto-concorso per la progettazione e la realizzazione dell’edificio, bandito dal Comune nel 2009 per l’importo a base d’asta di 8 milioni 561mila euro. Secondo l’accusa, i Gatto si sono aggiudicati i lavori «per la somma più alta in gara, con minor ribasso e con un progetto senza nessun reale pregio rispetto agli altri, sia sotto il profilo estetico che sotto il profilo qualitativo». E ciò grazie all’operato della commissione di gara rappresentato dalla «falsificazione ideologica dei verbali di gara» e dalla «preordinata attribuzione di giudizi e punteggi volti a favorire la Gatto Costruzioni» rispetto alle altre quattro imprese partecipanti alla procedura.

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