Pozzallo

Tre presunti scafisti in manette

Sono tunisini. Secondo l'accusa hanno condotto un barcone con 86 connazionali. Sono accusati di favoreggiamento dell'immigrazione clandestina

Tre presunti scafisti in manette

Pozzallo - Altri tre presunti scafisti sono stati individuati e arrestati dagli agenti della speciale task force che opera all'interno del porto di Pozzallo. Si tratta di tre tunisini, Jaddou Seifeddin, 31 anni; Aimi Ridha, 23; e Ben Abde Feres, 18. Tutti sono accusati di favoreggiamento dell'immigrazione clandestina.

Secondo quanto ricostruito dal personale della squadra mobile della Questura, i tre avrebbero condotto l'imbarcazione con a bordo altri 86 connazionali. A condurre a Pozzallo i migranti è stato il Pattugliatore Multiruolo P.02 “Monte Cimone”, che li aveva prelevati da due navi della Capitaneria di Porto che li avevano soccorsi in acque internazionali.

Una volta a Pozzallo, i migranti hanno spiegato di essere partiti dalla Tunisia, dopo aver pagato circa 1.500 euro ciascuno per raggiungere l’Italia. Dalle indagini è emerso che i tre membri dell’equipaggio fossero in accordo con gli organizzatori tunisini tanto da non averli visti nelle cosiddette “connection house”, ma solo quando saliti a bordo della barca di legno. Grazie alle testimonianze è emerso che una volta giunti in acque internazionali i membri dell’equipaggio hanno richiesto l’aiuto via telefono satellitare ed atteso i soccorritori. A differenza dei viaggi con partenza dalla Libia, dove i natanti vengono affidati a scafisti pronti ad assumersi la responsabilità pur di non pagare il viaggio, quando si salpa dalla Tunisia, considerato che il viaggio è più impegnativo, esiste sempre un equipaggio, difatti sono stati ben tre i responsabili. 

I tre presunti scafisti sono stati trasferiti nel carcere di Ragusa.

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