Viabilità

Ragusa-Catania, un nuovo stop

Il ministero dell'Economia solleva eccezioni sul mancato esame del Consiglio nazionale delle opere pubbliche e sul Piano economico dell'opera e iil pronunciamento del Cile si allontana. Divampa la polemica politica

Progetto Ragusa-Ragusa

Ragusa - Tutti attendevano l’ultimo via libera da parte del Cipe e, invece, l’Iter per realizzare il raddoppio della Ragusa-Catania torna tutto in salita. La colpa è del Dipartimento di Programmazione economica del Ministero dell’Economia, che ha sollevato dubbi su due punti: il mancato passaggio dal Consiglio superiore dei Lavori pubblici del progetto definitivo; e il Piano economico-finanziario dell’opera.

La denuncia parte dal Comitato ristretto che da vent’anni segue, passo dopo passo, l’ingarbugliato iter di questa strada, fondamentale per dare un collegamento vero con il resto del mondo al territorio di Ragusa, rendendo meno arduo il collegamento con Catania, oggi pericolosissimo su un’arteria costellata da croci. «Attendevamo già a fine dicembre e poi a gennaio – ha spiegato il rappresentante del Comitato Roberto Sica – il passaggio al Cipe con l’approvazione del progetto definitivo, invece ci arrivano notizie di un raffreddamento dell’iter di approvazione ed è per questo che abbiamo chiesto un incontro urgente al ministro delle Infrastrutture Graziano Delrio. I ritardi sulla procedura di approvazione rischiano infatti di far perdere parte dei finanziamenti pubblici (in revisione entro il 31 marzo 2018)».

Il rallentamento dell’iter quando la fine del tunnel sembrava ormai prossima ha fatto entrare il tema tra quelli principali della campagna elettorale. Il primo a cercare di volgere a suo vantaggio la situazione è il senatore Giovanni Mauro (FI), che se la prende col governo nazionale e annuncia che «il centrodestra ridarà l’importanza che merita a quest’opera», aggiungendo: «Noi abbiamo messo in moto la macchina amministrativa e da allora un Governo nazionale di natura tecnica e tre governi di centrosinistra non hanno fatto altro che far rimbalzare le carte a volte, come quest’ultima, anche in maniera inutile. La verità è che questi Governi se ne sono fregati del Sud e dei suoi bisogni».

Mentre il deputato regionale del Pd Nello Dipasquale annuncia l’intenzione di coinvolgere nella vicenda il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni, la deputata regionale del Movimento 5 Stelle Stefania Campo se la prende con la Regione: «L’assessore regionale Marco Falcone, riesce ad utilizzare lo stop al progetto dell’autostrada Ragusa-Catania, chiaro fallimento del governo regionale di cui lui è esponente, in un momento di campagna elettorale. Anziché affidare le sorti dell’autostrada alle elezioni politiche, batta i pugni direttamente al Ministero». Campo ricorda a Falcone che «le speranze di rilancio economico e sociale riposte nella realizzazione della Ragusa-Catania, che avvicinerebbe in termini di percorrenza tre province e due aeroporti, rilancerebbe delle realtà produttive importanti nel mondo turistico e agroalimentare e ridurrebbe, cosa sicuramente più importante, il numero di vittime che ha reso famosa, in senso negativo, l'attuale arteria stradale. Dall'assessore Falcone e dal governo di cui è rappresentante – conclude Campo – ci aspettiamo risposte concrete alla cittadinanza, non annunci e rinvii da campagna elettorale».

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