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Modica verso il dissesto

La Corte dei Conti ha ritenuto inammissibile un ricorso del Comune ed ha trasmesso al Consiglio comunale la richiesta di dichiarare "bancarotta". Il sindaco pensa a impugnare la disposizione

Modica verso il dissesto

MODICA – La Corte dei conti apre la strada verso il dissesto del comune. La deliberazione dei giudici amministrativi dichiara inammissibile il ricorso presentato dall’amministrazione comunale sulla rimodulazione del Piano di riequilibrio finanziario che da decennale era stato fatto diventare trentennale per spalmare il debito di 72 milioni in un arco più ampio di tempo.

Scrivono i giudici contabili: «La rimodulazione di un Piano di riequilibrio non può costituire un mero escamotage per ritardare la dichiarazione di dissesto». La Corte rileva che persiste la mancanza dei «presupposti e delle pre-condizioni di attendibilità e sostenibilità del Piano» ed inoltre ribadisce che non sono stati raggiunti gli obiettivi intermedi di risanamento oltre alla «incapacità persistente di affrontare adeguatamente e comprovare l’effettivo conseguimento di risultati attendibili». Insomma il Piano presentato ha mancato gli obiettivi, non risulta attendibile e non consente di superare gli squilibri di bilancio dell’ente.

I giudici non fanno altro, nella parte finale della loro sentenza, che rinviare al Consiglio comunale la presa d’atto della sentenza e di adeguarsi all’esito del giudizio emesso che sembrerebbe non prevedere altro che la dichiarazione di dissesto dell’ente. Dovrà essere il Consiglio comunale a dichiarare lo stato di dissesto alla luce di tutti i rilievi, giudizi ed argomentazioni contenuti nella deliberazione firmata dal presidente Maurizio Graffeo. I giudici scrivono in più passaggi delle intrinseche carenze strutturali dell’ente sia in riferimento al Piano di riequilibrio sia in riferimento al Bilancio che avrebbe dovuto sostenere il riassestamento dei conti. Tali condizioni oggettive hanno impedito ai giudici di dare parere favorevole al Piano di riequilibrio e di disporre, di conseguenza, «a norma dell’art. 243 quater , comma 7» che l’ente proceda alla dichiarazione di dissesto finanziario».

Per Palazzo San Domenico la deliberazione della Corte dei conti è un macigno, una notizia che era temuta e che ha tenuto sul filo del rasoio sindaco, amministratori e dipendenti oltre che gran parte dell’opinione pubblica. Si apre una nuova e difficilissima pagina per la città, ma questa è ancora tutta da scrivere perché prima bisognerà fare i conti, quelli veri, con i numeri. Il sindaco Ignazio Abbate continua ad ostentare sicurezza, annunciando che opporrà ricorso entro i 30 giorni a disposizione dell’ente per cercare di salvare il salvabile. Ma l’umore a palazzo San Domenico è comunque nero.

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