Pozzallo

In manette cinque presunti scafisti

Facevano parte del gruppo di migranti arrivato a Porto Empedocle e trasferito all''hotspot ibleo per il riconoscimento. Fondamentali le immagini girate con un telefonino da uno dei profughi

In manette cinque presunti scafisti

Pozzallo - Erano arrivati a Porto Empedocle (AG) a bordo di un peschereccio. La Marina militare ha segnalato la loro presenza quando ormai erano abbastanza vicini alla costa. La Guardia costiera li ha bloccati e condotti in porto, da dove sono stati trasferiti a Pozzallo, nell'hotspot attivo nel porto ibleo. E qui è arrivata la sorpresa. Tra i 121 migranti, tutti tunisini, si nascondevano i cinque presunti scafisti. Ma identificarli non è stato facile perché i profughi non hanno molto collaborato alle indagini della task force attiva nella struttura iblea. Alla fine, decisivo si è rivelato il video girato con il telefonino da una donna tunisina che era a bordo del peschereccio. Il filmato ha inquadrato tutti i cinque componenti dell'equipaggio. A quel punto, bloccarli è stato agevole. Si tratta di cinque tunisini di età compresa tra 27 e 38 anni.

I cinque sono stati bloccati e posti in stato di fermo con l'accusa di favoreggiamento dell'immigrazione clandestina. Sono stati, quindi, trasferiti nel carcere di Ragusa, a disposizione della Procura della Repubblica.

Le indagini sul porto hanno consentito di appurare che i tunisini si erano affidati ad un'organizzazione di connazionali che aveva pianificato il viaggio chiedendo loro 2.000 euro circa cadauno. Nonostante alcuni cambi di barca perché vi erano stati continui guasti, per loro risultava fondamentale riuscire a raggiungere l'Italia per incassare la consistente somma di 200mila euro circa.

Nel 2017 sono 81 gli scafisti fermati in provincia di Ragusa. Lo scorso anno sono stati arrestati 200 scafisti dalla Polizia Giudiziaria.

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