Chiaramonte Gulfi

Incendio quasi domato, danni incalcolabili

È stato chiesto lo stato di calamità per riuscire a dare un minimo di ristoro agli allevatori delle quattro aziende inghiottite dalle fiamme e che hanno perso tutti gli animali. Determinanti quattro canadair. È polemica sui ritardi nell'intervento dei mezzi aerei

Incendio quasi domato, danni incalcolabili

Chiaramonte Gulfi - I vigili del fuoco hanno lavorato per tutta la notte per arginare l'incendio che ha inghiottito una parte della pineta e che ha distrutto quattro aziende agricole, uccidendo gli animali. Solo ieri mattina sono arrivati i canadair. I quattro mezzi giunti da Roma sono stati determinanti per arginare l'immenso rogo e arginarlo, dando la possibilità al personale a terra di occuparsi degli ultimi focolai.

La notte però è stata drammatica. Il comando provinciale dei vigili del fuoco, che ha operato a stretto contatto con la forestale e la protezione civile, ha disposto il richiamo di personale libero dal servizio ed ha trattenuto in servizio il personale smontante. Inoltre, dopo le 23, cioè al termine delle attività di volo dell’aeroporto di Comiso, è stato impiegato anche personale in servizio presso la sede aeroportuale. Con l’attivazione di tale dispositivo sono state impiegate nell’area di Chiaramonte oltre sei squadre del Comando, mentre la Direzione Regionale ha disposto il dispiegamento di squadre dai Comandi di Catania-Siracusa-Caltanisetta.
Il Comando ha anche fatto fronte ai presidi che operavano nel sito dove si era sviluppato l’incendio della segheria a Comiso e del deposito di lana sulla provinciale Comiso-Chiaramonte.
Sul posto è intervenuto anche personale dell’Ispettorato Ripartimentale delle Foreste di Ragusa e del Dipartimento della Protezione Civile che ha allertato i volontari per contribuire a contenere le fiamme fuori dal centro abitato.
La Prefettura ha istituito l’unità di crisi che ha coordinato le operazioni di soccorso e disposto l’allertamento delle forze di polizia che hanno contribuito a rendere le strade libere e fruibili ai mezzi di soccorso; a tenere lontani i curiosi dai punti fuoco, a raccogliere le segnalazioni dei cittadini.
Solo nella tarda mattinata la situazione è stata messa sotto controllo. Notevoli i danni al patrimonio naturalistico, oltre che ad alcune aziende agricole della zona alcune delle quali hanno subito anche la morte di alcuni capi di bestiame. E proprio per cercare di venire incontro agli allevatori ridotti sul lastrico è partita la richiesta di riconoscimento dello stato di calamità. Toccherà alla Regione Siciliana adottare la relativa richiesta. La richiesta al presidente della Regione, Rosario Crocetta, e all’assessore all’Agricoltura, Antonello Cracolici, è stata firmata dal deputato regionale Pd Nello Dipasquale. Ha chiesti «di intervenire con un provvedimento straordinario e urgente, chiedendo a loro volta al Governo nazionale che sia proclamato lo stato di calamità naturale. È compito del Governo prevedere degli interventi di ristoro per gli imprenditori che hanno subito danni che si aggiungono a quelli già causati da una crisi dei settori agricolo e zootecnico che conosciamo bene ormai da anni».

La senatrice Pd Venerina Padua, invece, ha appuntato l'attenzione sul ritardo dei canadair, che ha consentito al fronte del fuoco di avanzare fino a lambire il paese. «Voglio rassicurare tutti sul fatto che mi impegnerò al massimo nel fornire la mia collaborazione all’amministrazione comunale, alle altre istituzioni operanti sul territorio con l’obiettivo di fare squadra e formare un fronte comune affinché, già dalle prossime ore, possa essere avviato il percorso della ricostruzione». La senatrice poi si dice «basita dalle dichiarazioni provenienti dal comando provinciale dei Vigili del fuoco, che ringrazio per il loro strenuo impegno assieme a tutte le altre forze in campo, a cominciare dalla forestale, ma pure le altre forze dell’ordine a vario titolo impegnate sul territorio, quando si afferma che non erano disponibili canadair per domare l’incendio nella fase iniziale. Se ciò fosse accaduto, cioè se i canadair fossero stati presenti quando richiesti, probabilmente oggi parleremmo sì di danni ma molto più contenuti. Ecco perché, finita la fase dell’emergenza, attiverò i canali istituzionali adeguati per cercare di capire che cosa è accaduto e perché non è stato garantito il soccorso nei tempi dovuti alla popolazione chiaramontana».

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Gazzetta del Sud online

Caratteri rimanenti: 400

Le altre notizie

i più letti di oggi